Arte e natura alla Fattoria di Maiano

 Ecco una proposta per una giornata insolita , un mix di natura, relax, arte, cultura, artigianato e buon cibo. Dove? Alla Fattoria di Maiano, naturalmente. A soli 5km dal centro storico di Firenze, il Borgo di Maiano gode di una posizione fantastica sulle colline di Fiesolane, celebri per il panorama assolutamente invidiabile (ma non solo).

Per secoli questi luoghi hanno svolto funzione di ‘cava’ della città, da cui veniva estatta la pietra per la costruzione dele dimore fiorentine. Con oltre 600 anni di storia – le origini risalgono agli inizi del ‘400 – rappresentano una grande risorsa strico-artistica, culinaria ed ambientale.

Si pensi che qui hanno lavorato e trascorso parte della loro esistenza illustri personaggi del calibro di Michelangelo, Boccaccio e Leonardo da Vinci. A proposito di quest’ultimo, sembra che proprio da qui siano partiti i vari tentativi con le ‘macchine per il volo’.

A metà dell’800 il Borgo, le cave abbandonate, la Villa ed altre case sparse sul territorio, diventarono oggetto di un importante progetto di ristrutturazione che vide coinvolta un’ampia area suddivisa poi in varie destinazioni d’uso.Fattoria di Maiano

Fattoria di Maiano

La Fattoria di Maiano ad oggi offre molteplici possibilità, ideale per trascorrere una giornata all’aria aperta in famiglia, con gli amici o semplicemente a due. Il ristorante ‘Lo Spaccio’ è rinomato per l’ottimo cibo ed è aperto tutto l’anno. La posizione incantevole e la versatilità degli ambienti , fanno di questa struttura una location ideale per fascinosi matrimoni, meetings, degustazioni, set fotografici e chi più ne ha più ne metta.

La Mostra Mercato , che quest’anno si è svolta durante il primo weekend di Aprile, è un’occasione unica di godere di una meritevole manifestazione in un posto magnifico. Oltre 80 artisti, ognuno col proprio banco espositivo, hanno riempito interni ed esterni della Villa, molte volte mostrando in diretta la creazione del loro prodotto.

Un’armonia di colori, profumi e forme che , non mi vergogno a dirlo, a me ha scatenato un tripudio di endorfine!

Vi racconto un po’ la nostra giornata. Una volta varcato l’ingresso, attraversando un corridoio , siamo arrivati nel cuore pulsante della villa: il magnifico chiostro, brulicante di gente , sul quale si affacciano gli appartamenti al piano di sopra, anche essi allestiti per l’occasione. Ho trovato molte idee originali, veramente ad arte e fantasia non c’è limite ( o meglio, c’è solo quello che noi vi poniamo). Borse, ceramiche, gioielli preparati anche sul momento e su misura , sete dipinte.

Questo non è stato che l’inizio… All’esterno la loggia, il piazzale d’entrata, la vecchia scuola, insomma, tutti quanti gli spazi adibiti ad esposizione. Nei giardini adiacenti la piscina, un gruppetto di scultori di vari materiali (pietra, legno, argilla) esibivano le loro opere ed alcuni procedimenti per realizzarle. Muniti dei propri ‘ferri del mestiere’ forgiavano le loro creature sotto gli occhi affascinati dei visitatori. Il tutto incorniciato da un’impareggiabile panorama.IMG_20160403_144831

Fattoria didattica e molto ancora

Dopo aver visitato la mostra ( ed aver desiderato acquistare di tutto!) siamo usciti nel parco a godere del magnifico sole primaverile e di un po’ di divertimento nel parco giochi allestito nell’uliveta. A proposito, la Fattoria di Maiano vanta di un’azienda agricola a totale indirizzo biologico con ben 20.000 ulivi. Per l’occasione nel cortile adiacente al vialetto di ingresso, era stato allestito uno spazio ristoro con tavoli e panche dove abbiamo pranzato con un gustosissimo hot-dog .

Lungo un percorso costellato di cipressi e querce del Giardino Botanico è possibile fare una piacevolissima passeggiata fino al Laghetto delle Colonne – ricavato all’interno di una vecchia cava di pietra – fino alla Casa del Thè, originale location per una pausa merenda. Su prenotazione è possibile inoltre effettuare un ‘safari’ a bordo di jeep, sia in diurna che in notturna, raggiungendo anche gli angoli più nascosti e remoti della proprietà.

Fattoria di Maiano

IMG_20160403_145014 Fattoria didattica

IMG_20160403_140638IMG_20160403_144640Più in basso, sul fianco della collina, lo spazio è adibito a fattoria didattica con dei sentierini che si snodano attraverso i vari recinti con gli animali : socievoli asinelli, struzzi, caprette,varie specie di galline ed affini, mucche. A proposito, avete mai visto da vicino un cinghiale?

Beh, qui lo vedrete allego scorrazzare in compagnia dei cugini maialini. Noi ci siamo divertiti anche a rincorrere le oche fra un gruppo di artisti impegnati in una estemporanea di pittura (cercando di non dar troppo fastidio, per quanto possibile). Dopo tutto questo scorrazzare ci voleva proprio un bel gelato: stesi sul prato verdissimo, all’ombra di un ulivo, con un panorama mozzafiato , ad ascoltare i suoni della natura… è possibile volere di più?!

IMG_20160403_154841Info pratiche:

Maiano è un piccolo borgo che si sviluppa lungo una stradina collinare, perciò non vi sono molte possibilità di parcheggio in prossimità della Villa. C’è da dire che sono davvero ben organizzati, in particolare per occasioni come questa , ausiliari del traffico guidano le auto verso le aree di sosta più vicine, oppure bloccano l’accesso alle piazzole ormai esaurite.

Questo è di grande aiuto, soprattutto su strade dove il doppio senso di marcia non è agevole già in condizioni di traffico normali.

L’ingresso alla Fattoria di Maiano prevede il pagamento di Eur 7 (bambini gratuiti)

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Fattoria di Maiano

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Fattoria di Maiano

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Viareggio e la Cittadella del Carnevale

Carnevale

Ho dei ricordi ancora ben impressi nella memoria benché siano passati almeno tre decadi.

Frammenti, colori, suoni, emozioni… Erano i primi anni ’80, per me i bei tempi dell’asilo, e l’inverno portava con sé un’attesissimo evento: il carnevale. Un momento vivace, di aggregazione e festa che arricchiva il paese di gioia, sorrisi e di tante vocine strillanti. I carri sfilavano per la via principale, lentamente, con qualche sosta in modo che i bambini potessero salire a bordo. Mi sorprendo a scoprire quanto possono essere nitidi certi ricordi, sicuramente perché accompagnati dall’emozione fortissima del momento che, come accade per i profumi, riesce a permanere nel tempo quasi indelebile. E gli odori? Sì, sono certa che qualcuno di voi sa di cosa sto parlando: l’odore dei carri di cartapesta, con quel ‘retrogusto’ di giornale bagnato, unico. E poi c’ero io, in costume da Cappuccetto Rosso, Arlecchino o Pierrot – con la faccia impastata di trucco bianco ed una lacrimuccia nera disegnata sulla guancia – scalpitavo con il mio sacchetto di coriandoli in mano in attesa della sfilata. Purtroppo sono stati gli ultimi anni del carnevale nel mio paese. Peccato. Naturalmente non ho smesso di frequentare le sfilate, certo che no, ma quando ce le hai “in casa” è tutta un’altra cosa.

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Inutile dire cosa mi ha rievocato la visita della Cittadella del Carnevale a Viareggio. Avete presente una bambina nel paese dei balocchi? E’ proprio così che mi sono sentita. E non posso far altro che essere estremamente grata a Silvia Ceriegi ed alla #bloggingexperience da lei sapientemente organizzata : è stata un’esperienza magnifica, ricca di emozione e di persone fantastiche.

Pensavo di trovare folklore, alla Cittadella, in realtà ho trovato un vero e proprio mondo  stracolmo di passione. E’ stato un privilegio unico poter ascoltare dalla voce degli stessi maestri carristi l’origine delle loro opere (del vere opere d’arte!): l’idea, la progettazione, mesi e mesi di lavoro alle intemperie in magazzini giganteschi, l’attenzione ad ogni particolare, lo studio di ogni dettaglio e la difficoltà, ahimé, nel mandare avanti questa incredibile manifestazione fra mille difficoltà sopratutto di natura economica.

Ma cos’è il Carnevale di Viareggio? Per una toscana come me questa domanda potrebbe suonare un po’ anomala, in realtà ho scoperto che sono in parecchi a non conoscerlo. Così proverò a spiegarvelo (mi scuseranno i viareggini se non sono all’altezza di questo compito).

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Il carnevale a Viareggio è un po’ come il Palio a Siena (perdonatemi il parallelismo) : ciò che si percepisce dall’esterno, da profani, è probabilmente l’evento in sé e punto. Quindi il carnevale è solo ciò che sembra? Naturalmente ed assolutamente no! Come a Siena la vita di contrada va ben oltre ciò che si può immaginare, a Viareggio questa manifestazione crea un senso di appartenenza fortissimo. Un patrimonio artistico, culturale e storico che ha origine nel lontano 1873 ma che a tutt’oggi non ha finito di stupirci. Negli anni tanto è cambiato, si è evoluto in vari modi ma intatti sono rimasti l’anima ed il cuore di questo evento. Carri allegorici ricchi di satira (prevalentemente politica), figuranti in costume, suoni e colori sfavillanti, spettacoli pirotecnici. Il tutto curato nei minimi dettagli, creato per emozionare e stupire.

Può quindi Viareggio prescindere dal Carnevale? Certo che no.

Un’eccellenza artistica tutta italiana, che non ha eguali al mondo. Un talento riconosciuto a livello internazionale che ha portato alcuni mastri carristi in giro per il mondo, ingaggiati per la realizzazione di opere di degna importanza.

Quanta competenza, attenzione, dedizione e talento dietro un “semplice” carro di carnevale!

Non è un lavoro, quello del carrista, ma uno vero e proprio stile di vita che viene tramandato attraverso generazioni, coltivato in famiglia con grandissima passione e dedizione. Sono oltre mille le persone che vi lavorano direttamente, tanto per rendere in parte l’idea del “dietro le quinte”.

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Abbiamo avuto la possibilità di vistare ed approfondire i carri vincitori di quest’anno delle varie categorie in concorso, in compagnia di Ondina e Burlamacco… ma di questo vi parlerò in un altro post, poiché è necessario approfondire per tentare rendere giustizia a questi maghi della cartapesta (e non solo)

Ma dov’è che la magia ha inizio? Nella Cittadella. E’ la vera reggia di Re Carnevale, il più grande centro tematico italiano dedicato alle maschere. Attorno ad una piazza enorme, sono concentrati laboratori, hangar, due musei ed un centro documentario storico. Sugli edifici troneggiano imponenti statue: figure maschili, nude, ciascuno con la propria testa simboleggiando la perdita della razionalità. Nell’altra mano una maschera, che diventa il vero volto delle statue stesse. Maschere diverse fra loro, ognuna a rappresentare le varie culture che nel mondo da tempi molto antichi utilizzano questi artefatti nelle loro cerimonie, religiose e non. Ebbene sì, la “maschera”, simbolo antichissimo al quale il carnevale deve la sua origine.

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Parlavamo del Museo della Cittadella che racchiude al suo interno moltissimi tesori legati al questa incredibile manifestazione. Il percorso espositivo ci ha accompagnati attraverso un viaggio nella storia del Carnevale viareggino. Si trovano esposti manifesti, alcuni dei bozzetti originali e modellini in cartapesta dei carri più famosi della storia. La Fondazione organizza percorsi tematici , laboratori e percorsi didattici per le scuole.

Informazioni su www.viareggioilcarnevale.com e museodelcarnevale.blogspot.com

Esiste un’app dedicata

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Cittadella del Carnevale

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Liebster Award : sei stato nominato!

E’ appena venuto al mondo, il mio piccolino, ed ha già una nomination, un award.

Ebbene sì, Travelbreath è stato nominato per Liebster Award! Che dire, è fantastico. Perciò cercherò di mettermi all’opera e di dare il meglio di me.

Innanzitutto un grazie di cuore a Viaggiandoatestaalta per questa magnifica opportunità. Il blog di Cassandra è ricco di preziose informazioni pratiche, con interessanti suggerimenti frutto dell’esperienza “sul campo”, prevalentemente in Australia. Per esempio, lo sapevate che a Sidney è possibile effettuare dei tour guidati totalmente gratuiti? Leggete Cassandra e scoprirete un sacco di curiosità.

Parlando quindi di opportunità, ecco entrare in campo il Liebster Award. Credo molto nel ‘fare network’, sopratutto nel travel blogging. In particolare per chi compie i suoi primi passi in questo vasto mondo, mettendosi in gioco ed impiegando tempo ed energie per trovare la direzione più opportuna. Interagire e cercare di fare squadra, creare preziose occasioni di confronto e condivisione: un reale valore aggiunto al lavoro di ciascuno di noi, una crescita sia dal punto di vista professionale (se così si può dire) che umano.

Ecco le regole del Liebster Award:

1. Ringraziare il blog che ti ha nominato ed assegnato il premio, linkando il suo blog nel tuo post.

2. Inserire il “widjet” o “gadget” del premio nel tuo post.

3. Rispondere alle domande che i blogger ti hanno rivolto

4. Premiare a tua volta 11 blogger

5. Formulare 11 domande da rivolgere ai candidati che hai menzionato

6. Informare i blogger nominati del premio assegnato

7. Indicare le regole


Ed ecco le mie nomination!

Vacanze a Marrakech

Chiara Viaggiante

I viaggi di Giovanni

Il mio quaderno di viaggio

Supermumies’ World

Viaggi e pensieri

Nel cuore della Scozia

Ed ecco le mie domande per loro

1- Nella tua valigia non può mancare…

2- L’esperienza peggiore che hai vissuto durante un viaggio.

3- Per le prenotazioni ti affidi solitamente ad un agente di viaggi o preferisci fare tutto da solo?

4- Il tuo viaggio ideale è da solo o in compagnia?

5- Cenetta in riva al mare o picnic in un parco cittadino?

6- Un’esperienza particolare, un ricordo carico di emozione legato a un tuo viaggio.

7- Viaggio organizzato e pianificato in anticipo nei dettagli oppure improvvisato sul campo?

8- Ti è capitato di fare più volte lo stesso viaggio? Se sì, dove e perché?

9- Il tuo viaggio da sogno è…?

10- Ti è mai capitato di no poter partire a causa di un documento scaduto o di un imprevisto non dipendente da te (tipo overbooking)?

11- La tua prossima meta?

Queste invece sono le mie risposte alle domande poste da Viaggiandoatestaalta:

  1. Un viaggio che sognavi da bambino e che sei riuscito a realizzare?

Sicuramente la crociera sul Nilo, alla scoperta delle meraviglie della storia dell’Antico Egitto. Fin dalle scuole elementari ho avuto questo sogno nel cassetto: mi ricordo di aver fantasticato moltissimo sul tema,probabilmente come molti altri bimbi che iniziano a studiare di questo meraviglioso popolo dove leggende, idoli e dei sprigionano un fascino straordinario e innescano la fantasia.

  1. Anche a te il tramonto genera una grande emozione? Dov’è il luogo in cui hai vissuto quello più spettacolare?

Beh, difficile da stabilire: ho una vera passione per i tramonti. Dovendo scegliere, però, voterei il tramonto a Kirkwall, nelle Isole Orcadi. Essendo piuttosto a nord, in giugno le giornate raggiungono la loro durata massima, con tramonti lunghissimi e dai colori sgargianti. Che spettacolo!

  1. La valigia perfetta per il tuo viaggio cosa dovrebbe contenere?

Il minimo indispensabile ed un po’ di tutto, per ogni evenienza. Sicuramente una macchina fotografica, penna, taccuino, qualche guida ed un buon libro (che difficilmente leggerò, visto che non faccio quasi mai viaggi ‘rilassanti’)

  1. Quanto prima inizi a contare i giorni che mancano alla tua prossima partenza?

Beh, dipende. Certe volte ho prenotato due giorni prima… Non soffro molto di ansia da partenza e preferisco non fare il conto alla rovescia, che sennò il tempo sembra non passare mai.

  1. Cosa ti ha spinto a creare il tuo blog? Come vedi il tuo progetto tra qualche anno?

Il motore che mi ha spinto è stata la voglia di condividere le mie esperienze. Inoltre mi serve molto a rielaborare quanto vissuto da più punti di vista e sicuramente a gustarlo in maniera più ampia.

Non so cosa ne uscirà, è un neonato il cui futuro è da scrivere interamente. Però spero ne esca qualcosa di buono, davvero.

  1. Matrimonio: tradizionale o in spiaggia?

Il mio è stato abbastanza tradizionale ma dovessi scegliere adesso…in spiaggia!

  1. In viaggio provi le specialità della cucina locale o vai su sicuro con una catena internazionale?

Decisamente la prima. Mi piace provare, calarmi a 360° nell’ambiente dove mi trovo ed il cibo è un elemento fondamentale da cui non prescindere. Tranne in casi veramente eccezionali, specialità locali senza alcun dubbio.

  1. Su un’isola deserta cosa porteresti?

Probabilmente niente, se deserta me la godrei così.

  1. Secondo te, qual’è il periodo migliore per partire?

Ogni periodo ha i suoi vantaggi, dipende molto dalla destinazione. Potendo evitare l’altissima stagione, preferisco.

  1. I recenti attentati stanno influendo sulla tua voglia di viaggiare?

Sulla mia voglia di viaggiare no, assolutamente. Ma inutile negare che certi episodi hanno cambiato molto il modo di approcciarsi al viaggio e alla vacanza.

  1. Cosa ti aspetti da questa nomination?

In realtà non so cosa aspettarmi: io recepisco (con molta soddisfazione) e vediamo cosa ne esce.

Se ti va di aiutarmi a crescere puoi farlo con un Mi Piace alla pagina Facebook Travelbreath

Grazie in ogni caso,

Stella.

#Travelbreath





Mamma, raccontami il MONDO!

Sono cresciuta in un paese dell’Appenino Tosco-Emiliano, precisamente dove i rilievi si fanno più aspri, le colline lasciano il posto a montagne le cui vette arrivano anche oltre i 1000 mt. Qui i bambini fin da piccolissimi amano andare a ‘vedere il treno’, un pò come al parco giochi.

La stazione ferroviaria è quindi piuttosto frequentata.

Il viale alberato che vi conduce, infatti, si presta molto a passeggiate e corse in bicicletta, intervallate da tranquilli momenti di sosta sulle panchine. Venivo spesso qui da piccola, sopratutto con i miei nonni.

La gente nei vagoni eil treno che a poche centinaia di metri entrava in galleria (o vi sbucava) mi facevano immaginare luoghi misteriosi, storie di personaggi che provenivano da chissà dove..e chissà dove stavano andando.

Avventure misteriose, paesaggi sconosciuti :a quel tempo avevo ancora un bel po’ di fantasia. E proprio all’ombra di questi alberi e durante queste passeggiate, sia invernali che estive, chiedevo a mio nonno di raccontarmi dei suoi viaggi.

Amavo ascoltare le sue storie: Berlino, Leningrado (attuale San Pietroburgo) e i suoi Zar, la Cecoslovacchia, le serate a Zagabria durante il viaggio in Jogoslavia.

Palazzo Zar

Lui, il principale “responsabile” della mia passione per la scoperta, la conoscenza…il viaggio.

Erano gli anni ’80 e nel corso di un decennio ne sarebbero cambiate di cose nel panorama mondiale. Chi avrebbe mai immaginato che quelle terre di cui ascoltavo con tanto entusiasmo, presto sugli atlanti di geografia avrebbero cambiato nome, forme e sarebbero state stravolte in maniera radicale, aggiungendo tasselli importanti ai libri storia.

Paesaggi e monumenti immutati, ma quei luoghi come da lui vissuti non ci sono più, hanno lasciato spazio ad altro.

Quando un mattino mio figlio è venuto da me con l’atlante geografico in mano dicendomi : Mamma, raccontami il mondo!” ho avuto un attimo di smarrimento. Infiniti modi di parlarne, ho pensato. Che chiave scegliere? Allora mi sono tornate in mente le storie di mio nonno ed è così che ho scelto, appunto, di parlargli ‘del mondo’.

Una chiave esperienziale, di sensazioni e di quello che il mondo, nel tempo, mi ha trasmesso. Perché anche lui possa fantasticare e sognare esattamente come per me da piccola (e non solo). Visto poi che uno dei suoi giochi preferiti è quello di indovinare le bandiere, direi che siamo sulla strada giusta.

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Ti parlerò dell’Egitto, del viaggio meraviglioso lungo il Nilo e dei bambini nubiani con occhi color smeraldo incontrati sul lago di Assuan.

Della notte stellata più incredibile della mia vita durante la crociera nell’Oceano Indiano: nel buio più assoluto la volta celeste sembrava esplodere , tanti erano quei puntini luminosi, le stelle. Non avrei mai immaginato potessero essere così tante!

Ti parlerò dell’emozione di aver nuotato fra i delfini  al largo delle coste di Zanzibar e dell’esperienza ben meno piacevole (per non dire terrificante) dell’incontro a sorpresa con gli squali durante una nuotata nel reef, vicino Bayahibe .

Bayahibe Reef_shark

Delle fresche serate nell’estremo nord della Scozia, a Kirkwall (Isole Orcadi) e di come il sole ci regalasse interminabili tramonti e facesse buio solo a tardissima sera. Sempre in Scozia, della giornata inattesa nel regno di un falconiere in una riserva protetta, fra cervi e rapaci.

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Dei quel capodanno di qualche anno fa a Barcellona, con i miei nonni: quelle esperienze da conservare gelosamente nella “scatola dei tesori”, nel cuore.

Ti parlerò delle serate irlandesi passate nei pub di qualche paesino, a cantare e ballare in allegria accompagnati da qualche suonatore improvvisato.

E di quella volta a Waterford, sempre in Irlanda,  in cui ho provato a soffiare il vetro nella fabbrica del famoso cristallo,

Ti parlerò del Marocco, del caleidoscopio di colori e odori della caotica e suggestiva Marrakech.

Di come non puoi che rimanere senza fiato nel contemplare un’alba alla Monument Valley, o un tramonto al Grand Canyon.

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Ti dirò di quanto è bello conoscere persone nuove, provenienti da paesi diversi, culture diverse, lingue diverse e trovarsi in un ostello assieme, un melting-pot incredibile, attorno ad un fornello…a preparare caffè con la moka! Sotto gli occhi incuriositi ed interessati di tutti i presenti 🙂

Della pedalata in bicicletta a San Francisco. Forse penserete che non è niente di eccezionale ed io risponderei che, forse, non avete presente la morfologia della città! Una faticaccia incredibile, ma che meraviglia dirigersi lungo la spiaggia verso il Golden Gate Bridge guardando il mare, le barche a vela, la striscia (quasi immancabile) di nebbia sulla baia ed il vento sulla pelle.

Ti dirò di quella volta, scendendo dallo Yosemite, che un coyote ci ha attraversato la strada…con un roadrunner in bocca! Come non pensare al famoso cartone animato!? (questa la racconto anche se non so in quanti ci crederanno) ps- è vero e ne ho i testimoni 😛

Poi ti dirò delle persone incrociate per caso strada facendo, delle esperienze condivise, delle sensazioni provate in giro qua e là, quelle che ti rimangono stampate nella testa e nel cuore.

Questo è il mondo che ti vorrei raccontare, ricco di storie e di meraviglie, certa che anche tu un giorno potrai aggiungere molti capitoli a questo mio post.

E tu, che modo  sceglieresti per raccontare ‘il mondo’?

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#TravelbreathAustria in partenza!

Ebbene ci siamo quasi, pochi giorni e finalmente partiremo alla volta dell’Austria. Questa volta sarà un viaggio in auto proprio come piacciono a me: in parte organizzato ed in parte da improvvisare.

Il mese di agosto, ahimé, non è proprio l’ideale per viaggiare ma questo non è un mistero. Per quanto riguarda l’improvvisazione potremmo avere qualche difficoltà a trovare disponibilità nelle date centrali del mese ma che dire, io confido sempre che dagli imprevisti possano scaturire magnifiche opportunità e così certamente sarà!

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Veniamo alla parte pratica. Con gli anni ho imparato a selezionare molto il quantitativo di cose da portare al seguito, soprattutto quando volo. Sembrano lontani anni luce nel tempo quei bagagli strapieni di roba stipata…riportata a casa quasi del tutto intonsa!

Devo ammettere però che quando partiamo con auto propria tendo a farmi prendere un po’ la mano al grido di “tanto abbiamo ancora spazio”. Ora, in questo caso il clima potrebbe essere molto variabile perciò un certo grado di “portiamo anche questo, non si sa mai”  è anche lecito.

In effetti (santa esperienza) è preferibile diversificare gli indumenti per un look ‘a cipolla’ senza dimenticare k-way né piumino leggero. Il tutto rigorosamente all’insegna della comodità, e su questo punto non ci piove (speriamo che non piova proprio!).

Naturalmente auspichiamo in un tempo clemente ma son dell’idea che, salvo diluvio universale, qualche goccia non debba compromettere i nostri programmi. Credo di aver letto  di un proverbio che recita qualcosa del tipo :”non esiste cattivo tempo ma solo abbigliamento sbagliato”. Rende l’idea vero?

Qualcuno si chiederà del perché abbiamo optato per l’Austria.

Beh, anzitutto perché non la conosco molto ed è comoda da raggiungere. Inoltre amiamo i paesaggi alpini e se proprio vogliamo essere sinceri…ho aperto l’atlante sull’Europa e puntando un po’ a casaccio è uscita fuori proprio lei.

L’Austria si presta sia al soggiorno stanziale che al viaggio itinerante e ci sono un sacco di attività da provare con tutta la famiglia oltre ad arte, cultura e festival musicali ovunque in Agosto soopratutto.

La prima tappa sarà a Natterersee, poco lontano da Innsbruck. Alloggeremo al Nattererboden in un appartamento in stile tirolese dove gusteremo deliziosi piatti della tradizione e ci godremo il magnifico parco abitato da molti animali da fattoria.

Dedicheremo il tempo che occorre per rilassarci un po’ e visitare Innsbruck, dopodiché ci sposteremo ad est percorrendo la Valle dell’ Inn. Dopo Hall e Schwaz faremo tappa allo Swarovski Kristall Welten, un luogo incantevole tutto da scoprire.

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Dopodiché per un paio di notti saremo a Jenbach . Andremo a Schloss Tratzberg e (tempo e tempi permettendo) proveremo un’atmosfera d’altri tempi a bordo del trenino a vapore che percorre la valle dello Zillertal.

Tratzberg Innenhof

Tappa successiva, St.Johan in Tirol, nel comprensorio di Kitzbühel. Questo sarà un weekend movimentato: ci attendono una discesa in MountainCart di 5km ed un parco avventura con i fiocchi HornPark. Penso proprio che ne vedremo delle belle!

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Proseguiremo verso il confine con la Germania e la notte di Ferragosto saremo Auracher Löchl di Kufstein.

Ci sposteremo poi a Salisburgo. Il centro città è relativamente piccolo, a misura d’uomo ed è possibile visitare le maggiori attrazioni spostandosi comodamente a piedi. Perciò abbiamo prenotato un walking tour guidato: esperienza nuovissima per me, non l’ho mai provato.

E’ un modo per godersi la lentezza che magari non troveresti in un tour in bus, per esempio. E poi devo dire che esplorare un luogo a piedi, secondo me, ha un fascino tutto suo, ti fa sentire maggiormente parte di esso.

Da questo punto in poi l’itinerario è suscettibile di variazione ma credo trascorreremo gli ultimi giorni di viaggio nel Salisburghese o nella regione dei laghi della Carinzia.

Parole d’ordine? Arte, storia, cultura, puro divertimento, natura, buon cibo e paesaggi mozzafiato. Wow!

Un grazie speciale a chi vorrà seguirci.

#travelbreathaustria

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Al “mare” nella Baviera dei castelli? Si può, a Chiemsee.

Oggi vorrei parlarvi di un luogo meraviglioso quanto inaspettato:

il Chiemsee , detto anche”Bayrisches Meer”  ovvero mare di Baviera.

 

E’ il lago più graimg_20160816_100155nde di tutto il comprensorio bavarese, il terzo della Germania. Si trova a ridosso delle montagne, 90 km a sud-est di Monaco e a soli 50 min di auto da Salisbugo. 

Non fatevelo sfuggire se passate da quelle parti!

Una giornata balneare in quel di Baviera senza dubbio può lasciare un po’ perplessi. Nell’immaginario comune pensiamo ai celebri castelli, alte montagne e magari alla principessa Sissi a caccia nei boschi con quell’atteggiamento scanzonato ed irriverente che i film  ci hanno proposto nel corso del tempo.

La Baviera è anche altro, offre moltissimo e “rischia” di accontentare un po’ tutti tanto è bella e affascinante, anche uscendo dagli itinerari più celebri e consueti come la Strada Romantica, icona per eccellenza.

Abbiamo scoperto il Chiemsee quasi per caso, arrivando da Kufstein e volendo trascorrere una giornata di relax prima della tappa seguente, Salisburgo appunto. Avremmo dovuto fare un’altra strada, tutta austriaca ma arrivati del cartello ‘Freistaat Bayern‘ non abbiamo potuto resistere alla tentazione, optando per la via tedesca. Mai scelta fu più azzeccata.

Chiemsee

In estate si possono praticare sport acquatici come sci nautico, vela ed immersioni. Vi consiglio un’uscita in barca (noleggiata da voi o organizzata) per godere a pieno del lago e tuffarsi in tutta tranquillità. La balneazione è molto sicura poiché le acque sono calme e con pochissime correnti.

Caratteristica principale sono le sue isole, due delle quali meritano assolutamente di essere visitate.

Prien am Chiemsee
Sulla sponda orientale del lago, Prien è un paesino pittoresco e fulcro dei servizi oltre che nota destinazione termale e benessere. Si può tranquillamente parcheggiare in centro e raggiungere le sponde del lago a mezzo di un caratteristico trenino a vapore secolare. Il porto di Priem è il punto di partenza per le isole maggiori.

Herrenchiemsee (o Herreninsel, isola degli uomini)
Raggiungibile da Prien con traghetto in c.a. 15 min. Qui si trova l’omonimo castello commissionato niente di meno che da Ludwig II. Vi ricorda qualcosa questo nome? Sovrano eccentrico ed enigmatico a Re Ludwig II si deve la costruzione di molti dei fiabeschi castelli bavaresi. Dedicherò a questo personaggio un un post tutto suo, a brevissimo (spero).

Da molti ritenuto pazzo, in realtà probabilmente fu un visionario dell’epoca, con molta mania di grandezza, amante dell’arte, del bello e con la voglia di lasciare una forte impronta nella storia.

Secondo voi c’è riuscito? Beh, visto i flussi turistici che richiama questa regione, conosciuta in tutto il mondo, direi proprio di sì.  

L’intento di Ludwig II era di imitare il più possibile il modello di Versailles se non addirittura di superarlo. Purtroppo la costruzione della reggia non è stata completata a causa di problemi finanziari.

Foto di Guido Radig - Castello Herrenchiemsee

Frauenchiemsee (o Fraueninsel, isola delle donne)
E’ la seconda isola del lago, raggiungibile da Prien con lo stesso traghetto che porta anche a Herreninsel. Qui l’ambiente è totalmente diverso dalla prima isola, romantico e di grandissima semplicità. A Fraueninsel ha sede un antichissimo convento femminile gestito dalle monache benedettine, distrutto e ricostrutito varie volte nel corso dei secoli. Il monastero, le cui fondamenta risalgono nientemeno che al periodo carolingio, è gestito a tutt’oggi dalle religiose.

Su entrambe le isole ci si muove solo in carrozza o a piedi, niente veicoli a motore!

 

Percorrendo la A8 verso est ed uscendo a Übersee, in meno di cinque minuti si arriva  lungolago, a Strandbad Übersee. Siamo rimasti un po’ sorpresi, da italiani quali siamo, dell’organizzazione dello stabilimento balneare. La struttura è ben tenuta all’esterno, con chiare indicazioni dei servizi inclusi e non. Si paga un ingresso di che varia in base ai giorni e alla fascia oraria di permanenza.

Non ha proprio niente da invidiare ad uno stabilimento balneare, anzi!

Strandbad Ubersee

L’interno è organizzatissimo, pulitissimo e c’è davvero di tutto per mettere a proprio agio qualsiasi tipo di clientela. Ristorante con menu completo, due bar , di cui uno direttamente sulla spiaggia in stile caribe, dove godersi un bel bicchiere (o boccale, visto la zona) accompagnato da snack, hot-dog, patatite o gelati. Ma che dico, dimenticavo l’invitante vetrina piena stracolma di dolcetti e donuts per tutti i gusti?

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Il prato verdissimo è l’ideale per rilassarsi all’ombra degli alberi, sdraiati sull’erba o comodamente seduti alle numerose panche sistemate qua e là. Noi abbiamo avuto fortuna, incappando in una giornata splendida con un clima perfetto ed un cielo azzurro come uscito dalla tavolozza di un pittore.

L‘area giochi è ed è fornitissima di giochi ed interamente ricoperta di sabbia : sembra davvero di stare al mare. Altalene, castelli in legno, girelli e tante vocine urlanti e felici : il divertimento è assicurato!

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Chiemsee / Strandbad Ubersee – area giochi

Per i più grandicelli campo da beach volley, calciobalilla, ping-pong e la possibilità di uscire in barca in tutta autonomia.

Sulla battigia, con piedini nell’acqua, i pesciolini che nuotano attorno, le barchette come puntini qua e là, le isole sullo sfondo…già questo è stato un privilegio notevole, con una forte carica positiva e rigenerante.

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Strandbad Ubersee

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Strandbad Ubersee – beach volley

Causa la mia provenienza mediterranea e abituata al calduccio del nostro mare, confesso che sì, ho avuto un bel momento di diffidenza e perplessità al pensiero di un bagnetto. Sono mica finlandese io, abituata a saune e tuffi fra i ghiacci! No, non lo sono affatto. Perciò ho dovuto fare una buona politica di autoconvincimento  ma ne è davvero valsa la pena.

Poi quando vedi intere famiglie con figlioletti  infilati nei loro ciambelloni che ti guardano come a dire :’e quindi? che ci sei venuta a fare? ti butti? che aspetti? guarda cosa di perdi…’ l’orgoglio ha avuto la meglio.

Non ero preparata a tutto questo, devo ammetterlo: ti sei  rivelato un posto incredibile, brulicante di gente e profondamente affascinante nella tua unicità. 

Chiemsee in una frase? Un connubio perfetto di arte, cultura, divertimento e relax.

Collegamenti utili:  Ufficio del turismo locale , Chiemsee, portale TuttoBaviera

Nel periodo natalizio la Fraueninsel ospita un tipico mercatino considerato uno dei più belli di tutta la Baviera.

 

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