Come organizzare un viaggio in Patagonia

Ecco un viaggio straordinario, per molti un sogno nel cassetto. La Patagonia è una terra incredibile, per molti aspetti anche estrema e con un fascino indubbiamente unico. Martina Santamaria del blog ‘zaino in spalla’ Pimpmytrip ci racconta questa terra attraverso il suo itinerario, con preziosi suggerimenti pratici imparati sul campo e foto meravigliose.

 

Organizzare un viaggio in Patagonia: itinerario di 3 settimane

La Patagonia è una regione immensa che si estende per per oltre 900.000 km quadrati tra Argentina e Cile e che comprende anche la Terra del fuoco, la parte più a sud del nostro pianeta (prima dell’Antartide) .
Va da sé quindi che organizzare un viaggio in Patagonia può essere un duro compito, o per lo meno, per me lo è stato perché le distanze da coprire sono veramente immense e per chi come me viaggia con tempo limitato è fondamentale fare un’attenta pianificazione.

 

Questo è il mio itinerario di 3 settimane (in verità ci sono stata di più, ma è fattibile anche in 21 giorni), sperando che sia utile per qualcuno che ha ancora qualche dubbio sulle cose davvero da non perdere.

 

 

Buenos Aires

Beh come non citare la capitale del tango o la città che si è guadagnata il soprannome di Parigi del Sud-America?
Dalle destinazioni più popolari a piccole perle ancora da scoprire ci sono infinite cose da fare e vedere in questa città ricca di storia. Ecco qualcosa che assolutamente non vi potete perdere:

1 – andate a porre omaggio ad Evita Peron nel cimitero della Recoleta.

2 – Ve lo ricordate il film “Scent of a woman” in cui uno strepitoso Al Pacino balla un tango con l’allora giovanissima Gabrielle Anwar sulle note di ‘Por una cabeza‘ di Carlos Gardel? Trascorrete una serata in una milonga e proverete lo stesso senso di romanticismo e dolce malinconia.

3 – trascorrete qualche ora gironzolando intorno alla piazza più storica e famosa della città: Plaza de Mayo è il cuore della città. Qui nacquero le manifestazioni che portarono poi all’indipendenza dalla Spagna e qui ogni giovedì si ritrovano le mamme dei desaparecidos a ricordare i propri figli scomparsi.

4 – Teatro Colòn: uno dei gioielli di Buenos Aires e uno dei teatri più grandi al mondo. Prenotate in anticipo.

5 – shopping al mercato di artigianato che si tiene ogni domenica nel piccolo villaggio\quartiere di San Telmo.

6 – La boca. Per me che sono genovese questo quartiere ha un significato speciale. Quando gli immigrati genovesi arrivarono qui, massacrati da una struggente nostalgia dipinsero in colori vivaci le loro case a ricordare quelle che avevano lasciato nel loro paese natale. Andateci di giorno, è un quartiere controverso e i borseggiatori non mancano.

 

Queste sono solo alcune idee, a Buenos Aires potreste trascorrere mesi senza annoiarvi mai.

Da Buenos Aires prendete un volo che vi porti a Bariloche o direttamente ad Ushuaia, la Capitale della Fine del mondo.

Photo Credits Martina Santamaria – ©PimpMyTrip.it

 

Bariloche

Anche se famosa soprattutto per la stagione sciistica, Bariloche è assolutamente meravigliosa anche in estate con i suoi laghi e i paesaggi alpini. Perfetta se si amano i luoghi poco frequentati e se piace camminare in mezzo alla natura. Anche i golosi a Bariloche resteranno soddisfatti: la cioccolata che viene prodotta qui  tra le migliori di tutto il Sud-America!

 

Penisola di Valdes

La penisola di Valdes è una meta imperdibile per chi ama gli avvistamenti di fauna selvatica e in special modo di orche marine e balene.
Da Puerto Madryn, soprattutto nei mesi tra Maggio e Novembre gli avvistamenti dei grandi cetacei sono praticamente garantiti.

 

Ushuaia

Senza dubbio con El Chalten, la mia destinazione preferita. Già solo arrivando in aereo la vista è spettacolare così distesa sotto montagne innevate che si tuffano direttamente nella acquee verdi del canale di Beagle.

Da non perdere assolutamente uno o due giorni nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco, un trekking alla Laguna Esmeralda e la navigazione fino al faro della fine del mondo e poi ancora più giù fino ad incontrare la spiaggia dei pinguini  con queste buffe e dolcissime creature: sarà una delle cose che non dimenticherete mai per tutta la vostra vita.
Per chi ha tempo (e soldi da spendere) da Ushuaia partono anche le crociere per l’Antartide che durano da una settimana fino a venti e più giorni.

Parco Nazionale Terra del Fuoco – Photo Credits Martina Santamaria – ©PimpMyTrip.it

El Calafate

Credo che il Perito Moreno non abbia bisogno di presentazioni. Sua maestà si è guadagnato questo soprannome non certo per caso. Situato all’interno del ‘Parco Nazionale Los Glaciares’, ogni giorno questo meraviglioso ghiacciaio non manca di meravigliare i turisti che aspettano trepidanti e con la macchina fotografica in mano di vedere un iceberg staccarsi dal suo fronte con crepitii, tuoni e rimbombi, prima di cadere nella acque azzurre del Lago Argentino ed essere trasportato lontano dalla corrente.

Ma a El Calafate ci sono tantissime cose da fare oltre al Perito Moreno. Se di per sé la cittadina è abbastanza turistica, nei dintorni si trovano luoghi poco frequentati. Valutate di trascorrere una giornata facendo la navigazione sui ghiacciai Upsala e Spegazzini, oppure prendere parte a un safari in 4×4 per conoscere la fauna e la flora del luogo o ancora trascorrete qualche ora (se non una notte) alle Estancias tra cui per esempio ‘Estancia Cristina’ (famosissima) o ‘Estancia 5 de Mayo’.

Da El Calafate prendete un bus che in circa 3 ore vi porterà a El Chalten.

Perito Moreno – Photo Credits Martina Santamaria  – ©PimpMyTrip.it

 

El Chalten

Il paradiso degli scalatori El Chalten è assolutamente da non perdere. In tutto il mio viaggio questo piccolo paese ai piedi del Cerro Fitz Roy è stato uno dei miei preferiti. Il paese è pieno di trekkers che arrivano qui da tutte le parti del mondo per fare trekking e scalate. alla sera i pub si riempiono di giovani allegri che si fermano a bere una birra e a socializzare.

Da qui si possono organizzare trekking di un giorno (imperdibile la Laguna de Los Tres) o anche di più.

 

Puerto Natales

La base per visitare il ‘Parco Nazionale Torres del Paine’. Io ho trascorso in questo parco tre giorni meravigliosi e vi consiglio se riuscite di rimanerci anche di più. Famosissimo il circuito W che dura dai 5 giorni a una settimana, ma prenotate i camping e i refugios in anticipo: è sempre molto affollato e rischiereste di non trovare più posto per dormire.

Da non perdere comunque il trekking alle Torres del Paine e un giorno facendo kayak tra gli iceberg del Lago Grey. 

E se siete particolarmente fortunati (o no, dipende dai punti di vista) durante una delle passeggiate potrete imbattersi in nientepopodimenoche in un puma! Ma non vi preoccupate, nel Parco incontrerete dei rangers che vi spiegheranno come comportarvi, nel caso, per non farlo arrabbiare.

parco nazionale torres-del-paine
Parco Nazionale Torres del Paine – Photo Credits Martina Santamaria – ©PimpMyTrip.it

 

Punta Arenas

Di per sé Punta Arenas non è nulla di speciale  ma quasi tutti i viaggiatori ci capitano perché è una meta obbligata se si viaggia da Ushuaia fino a Puerto Natales. Visto che allora in un modo o nell’altro ci passerete, tanto vale cercare di godersela. Non vale la pena a mio avviso trascorrere in città più di
un pomeriggio o una sera, ma per chi non ha fatto la navigazione sul canale di Beagle e vuole vedere i pinguini, è assolutamente da non perdere un’escursione giornaliera all’Isola Magdalena dove una colonia di ‘pinguini magellano’ conta più di 100.000 di queste simpaticissime creature.

 

 




Mamma, raccontami il MONDO!

Sono cresciuta in un paese dell’Appenino Tosco-Emiliano, precisamente dove i rilievi si fanno più aspri, le colline lasciano il posto a montagne le cui vette arrivano anche oltre i 1000 mt. Qui i bambini fin da piccolissimi amano andare a ‘vedere il treno’, un pò come al parco giochi.

La stazione ferroviaria è quindi piuttosto frequentata.

Il viale alberato che vi conduce, infatti, si presta molto a passeggiate e corse in bicicletta, intervallate da tranquilli momenti di sosta sulle panchine. Venivo spesso qui da piccola, sopratutto con i miei nonni.

La gente nei vagoni eil treno che a poche centinaia di metri entrava in galleria (o vi sbucava) mi facevano immaginare luoghi misteriosi, storie di personaggi che provenivano da chissà dove..e chissà dove stavano andando.

Avventure misteriose, paesaggi sconosciuti :a quel tempo avevo ancora un bel po’ di fantasia. E proprio all’ombra di questi alberi e durante queste passeggiate, sia invernali che estive, chiedevo a mio nonno di raccontarmi dei suoi viaggi.

Amavo ascoltare le sue storie: Berlino, Leningrado (attuale San Pietroburgo) e i suoi Zar, la Cecoslovacchia, le serate a Zagabria durante il viaggio in Jogoslavia.

Palazzo Zar

Lui, il principale “responsabile” della mia passione per la scoperta, la conoscenza…il viaggio.

Erano gli anni ’80 e nel corso di un decennio ne sarebbero cambiate di cose nel panorama mondiale. Chi avrebbe mai immaginato che quelle terre di cui ascoltavo con tanto entusiasmo, presto sugli atlanti di geografia avrebbero cambiato nome, forme e sarebbero state stravolte in maniera radicale, aggiungendo tasselli importanti ai libri storia.

Paesaggi e monumenti immutati, ma quei luoghi come da lui vissuti non ci sono più, hanno lasciato spazio ad altro.

Quando un mattino mio figlio è venuto da me con l’atlante geografico in mano dicendomi : Mamma, raccontami il mondo!” ho avuto un attimo di smarrimento. Infiniti modi di parlarne, ho pensato. Che chiave scegliere? Allora mi sono tornate in mente le storie di mio nonno ed è così che ho scelto, appunto, di parlargli ‘del mondo’.

Una chiave esperienziale, di sensazioni e di quello che il mondo, nel tempo, mi ha trasmesso. Perché anche lui possa fantasticare e sognare esattamente come per me da piccola (e non solo). Visto poi che uno dei suoi giochi preferiti è quello di indovinare le bandiere, direi che siamo sulla strada giusta.

Egitto_cammello nel deserto

Ti parlerò dell’Egitto, del viaggio meraviglioso lungo il Nilo e dei bambini nubiani con occhi color smeraldo incontrati sul lago di Assuan.

Della notte stellata più incredibile della mia vita durante la crociera nell’Oceano Indiano: nel buio più assoluto la volta celeste sembrava esplodere , tanti erano quei puntini luminosi, le stelle. Non avrei mai immaginato potessero essere così tante!

Ti parlerò dell’emozione di aver nuotato fra i delfini  al largo delle coste di Zanzibar e dell’esperienza ben meno piacevole (per non dire terrificante) dell’incontro a sorpresa con gli squali durante una nuotata nel reef, vicino Bayahibe .

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Delle fresche serate nell’estremo nord della Scozia, a Kirkwall (Isole Orcadi) e di come il sole ci regalasse interminabili tramonti e facesse buio solo a tardissima sera. Sempre in Scozia, della giornata inattesa nel regno di un falconiere in una riserva protetta, fra cervi e rapaci.

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Dei quel capodanno di qualche anno fa a Barcellona, con i miei nonni: quelle esperienze da conservare gelosamente nella “scatola dei tesori”, nel cuore.

Ti parlerò delle serate irlandesi passate nei pub di qualche paesino, a cantare e ballare in allegria accompagnati da qualche suonatore improvvisato.

E di quella volta a Waterford, sempre in Irlanda,  in cui ho provato a soffiare il vetro nella fabbrica del famoso cristallo,

Ti parlerò del Marocco, del caleidoscopio di colori e odori della caotica e suggestiva Marrakech.

Di come non puoi che rimanere senza fiato nel contemplare un’alba alla Monument Valley, o un tramonto al Grand Canyon.

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Ti dirò di quanto è bello conoscere persone nuove, provenienti da paesi diversi, culture diverse, lingue diverse e trovarsi in un ostello assieme, un melting-pot incredibile, attorno ad un fornello…a preparare caffè con la moka! Sotto gli occhi incuriositi ed interessati di tutti i presenti 🙂

Della pedalata in bicicletta a San Francisco. Forse penserete che non è niente di eccezionale ed io risponderei che, forse, non avete presente la morfologia della città! Una faticaccia incredibile, ma che meraviglia dirigersi lungo la spiaggia verso il Golden Gate Bridge guardando il mare, le barche a vela, la striscia (quasi immancabile) di nebbia sulla baia ed il vento sulla pelle.

Ti dirò di quella volta, scendendo dallo Yosemite, che un coyote ci ha attraversato la strada…con un roadrunner in bocca! Come non pensare al famoso cartone animato!? (questa la racconto anche se non so in quanti ci crederanno) ps- è vero e ne ho i testimoni 😛

Poi ti dirò delle persone incrociate per caso strada facendo, delle esperienze condivise, delle sensazioni provate in giro qua e là, quelle che ti rimangono stampate nella testa e nel cuore.

Questo è il mondo che ti vorrei raccontare, ricco di storie e di meraviglie, certa che anche tu un giorno potrai aggiungere molti capitoli a questo mio post.

E tu, che modo  sceglieresti per raccontare ‘il mondo’?

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Sulle orme dei dinosauri fra i Nativi americani

Dinosauri e Natives in Arizona

Ecco un insolito  assaggio di storia del territorio americano, molto antica e non. In Arizona troviamo Monument Valley, Grand Canyon, Scottsdale… ma non solo! Questi luoghi sono principalmente celebri per i loro stereotipi, avendo dato i natali a vari miti americani: affascinanti scenari dei film western, città fantasma lungo la mitica route 66, storie di alieni e località termali.tubacity03

Il Southwest è sì un luogo incantevole ma ancor più interessante in quanto una delle regioni più multiculturali del Paese. Qui, infatti, nativi americani, ispanici e anglofoni hanno imparato a convivere (non senza contrasti) mantenendo le proprie tradizioni culturali, religiose e gastronomiche.

Le vaste riserve indiane offrono un’opportunità davvero unica di entrare in contatto con questa realtà ricca di fascino della cultura natives , anche se a fatica riesce ancora a sopravvivere e trasmettere emozioni.

Le ferite guariscono ma le cicatrici permangono a testimonianza di una delle più terribili d atroci vicende della storia americana: il trasferimento di migliaia di nativi nelle riserve. E’ un’infelice frammento di storia recentissima , stiamo parlando degli inizi del secolo scorso anche se sembra lontano anni luce nel tempo. I segni evidenti del momento difficile che questa popolazione sta tutt’oggi vivendo sono visibili ovunque. Qui la risorsa primaria è il turismo e l’indotto che da esso può derivare. Purtroppo ciò che ho notato spesso nel sud-ovest è che queste persone vivono ai margini della società, estirpati in qualche modo dalle loro radici e non abbastanza integrati nella società.

L’impressione è che vivano in quella sorta di ‘limbo’ senza appartenere più  al passato ma nemmeno completamente al presente.  Molte volte abbandonati e lasciati da soli ad affrontare disagi dilaganti come l’alcolismo e la disoccupazione.IMG_2669

Tuba City

Proveniendo da Page , sulle sponde del meraviglioso Lake Powell, e guidando verso sud, a circa 70km dall’ingesso est del Grand Canyon National Park, troviamo Tuba City. La cittadina prende il nome da un indiano hopi, Tuuvi, diventato poi mormone.

Qui si trova la più grande comunità di indiani Navajo di tutti gli Stati Uniti.

Circa un secolo fa , durante i lavori di realizzo della route 160, fu fatta una scoperta archeologica a dir poco straordinaria: a poca distanza dalla strada principale si trova infatti un ampio sito “open-air” ricco di orme di dinosauri risalenti a 65 milioni di anni fa. Devo dire che non è molto segnalato e nelle guide troviamo sì e no qualche piccolo accenno o trafiletto ma a mio avviso vale sicuramente la fermata . E’ un luogo che non ti aspetti, ti coglie alla sprovvista e come spesso accade in questi casi, gli imprevisti si rivelano delle magnifiche opportunità. dinosaur-tracks-tuba-city

Passeggiando fra le rocce rossastre, si notano qua e là aree evidenziate e segnalate dove  emergono come bassorilievi delle orme di dinosauro ben delineate. E’ molto suggestivo camminare accanto a queste impronte ed immaginare l’animale a cui queste zampotte appartenevano.

Quanta storia ha visto passare questa incantevole terra!

impronte di dinosauro

Informazioni utili

Essendo situato in una “open land” , per così dire ‘terra di nessuno’ .  Non è richiesto alcun pagamento né per poter parcheggiare a bordo area, né per la visita del sito. Ciò nonostante avrete la possibilità di chiedere ad un locale di accompagnarvi con un “tour guidato”, ricompensando il servizio con un’offerta libera. Così consentirete il mantenimento del sito e dei servizi ad esso collegati. Tenete presente che la durata della visita si aggira indicativamente attorno ai 15/20 minuti.

impronte di dinosauri
impronta di dinosauro

Il venerdì è giorno di mercatino delle pulci : non lasciatevi sfuggire questa straordinaria opportunità per apprezzare il pittoresco artigianato locale!

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Tuba City

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Tuba City 36.134993, -111.239863
impronta di dinosauro




La penisola di Cape Cod : 6 ottimi motivi per visitarla

La penisola di ‘Capo Merluzzo‘ – all’italiana – è separata dalla t erra ferma per mezzo del Cape Cod Canal, costruito nel 1914 ed interamente navigabile lungo i suoi 11 km. Una delle caratteristiche che rendono quest’area veramente unica è il mare , che tende a formare estesi banchi di sabbia lungo tutto il perimetro di costa. In passato ciò ha costituito una vera condanna per velieri e vascelli : sono oltre 5000 i relitti che qui hanno trovato la loro ultima dimora. Eclettica, stravagante, fuori dalle righe, la capitale Provincetown ospita a più antica comunità di artisti.

Eccovi serviti gli ottimi motivi per visitarla.

# Fari storici – sono il vero emblema della penisola di Cape Cod. Il più antico risale alla metà dell’800 e se ne contano ad oggi una quindicina, di cui 2 affittabili come sede di vacanza.

# Spiagge – rigorosamente di sabbia, solo alcune di esse sono attrezzate e gestite da strutture alberghiere. Le altre sono spiagge libere, accarezzate da costanti brezze marine caracape codtteristiche della costa Atlantica. Spesso, in corrispondenza del litorale, sono state costruite strutture dotate di spogliatoi e docce per rendere la permanenza ancora più confortevole. Le più belle ? Sicuramente presso Truro. Davanti il mare, le dune alle spalle e tramonti impareggiabili rendono questo luogo carico di immenso fascino, più volte fonte d’ispirazione per l’artista Edward Hopper il quale amava dipingere questi luoghi ricchi di fascino.cape cod_whalewatching

# Whale watching – ebbene sì, questi magnifici cetacei hanno fatto di quest’area una delle loto mete preferite. Da aprile ad ottobre, infatti, grazie ad una riserva sottomarina di plancton che attirano in zona numerosi esemplari di balena ,è possibile prendere parte a suggestive uscite in barca con avvistamento (quasi) garantito.

# Trails – come anticipato  qui l’auto è solo di impiccio:  i numerosi ed emblematici ponticini in legno e lo snodarsi di piste -ideali da essere percorsi sia a piedi che in bicicletta-  consentono di  raggiungere in maniera capillare i molti punti d’interesse.  L’itinerario più celebre è sicuramente il ‘JFK Legacy Trail‘ che si sviluppa lungo un percorso di circa 2,5km sul quale incontriamo anche un museo ( molto intimo ) dedicato all’ex presidente degli Stati Uniti ed alla sua famiglia : scorci di vita quotidiana e frammenti di storia che si intersecano in un magnifico estratto d’epoca.

Non lontano, il “Kennedy Compound” costituisce il nucleo delle dimore dei Kennedy, tutt’oggi abitate. Non provate ad avvicinarvi via terra! La zona è assolutamente off-limits e monitorata con telecamere niente di meno che dall’FBI … Molto meglio una gita in barca nella baia per dare una sbirciatina.

cape cod_JFKMemorial# Wildlife – di balene abbiamo già parlato ma questa penisola è dimora prediletta anche per moltissimi altri animali: foche, volpi e numerose specie di uccelli marini qui trovano un habitat accogliente e soprattutto preservato. Vivamente consigliata l’escursione in barca a Morris Island, autentico paradiso per foche grigie e centinaia di specie di volatili .cape cod# Le ostriche !! – a Wellfleet ogni anno a metà ottobre ha luogo un vero e proprio festival dedicato a questi succulenti molluschi . Infatti qui troviamo le ostriche più pregiate degli States!

Un’ultima curiosità: nel 1903 da “Marconi Beach” è avvenuto il primo contatto radio con l’Inghilterra.

Cape Cod

Infomrazioni utili

Come arrivare : circa 2h30 by car da Boston, ben collegata anche via treno; si raccomanda di lasciare l’auto negli appositi parcheggi prima di accedere a Provincetown : non vi servirà e sarà solo d’impiccio durante la vostra permanenza. Un suggerimento ? Rallentate il ritmo e lasciatevi rapire dallo stile “slow” di questa terra magnifica. Se proprio non potete fare a meno del vostro mezzo a quattro ruote, tenete ben presente che Woods Hole è l’unico punto di partenza dei traghetti per Martha’s Vineyard che consentono di imbarcarla.

Dove dormire : locande, antichi fari, country inn, caseggiati dell’800… insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

Allora, che aspettate a partire?

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Cape Cod

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Cape Cod 41.699096, -70.320911