Arte e natura alla Fattoria di Maiano

 Ecco una proposta per una giornata insolita , un mix di natura, relax, arte, cultura, artigianato e buon cibo. Dove? Alla Fattoria di Maiano, naturalmente. A soli 5km dal centro storico di Firenze, il Borgo di Maiano gode di una posizione fantastica sulle colline di Fiesolane, celebri per il panorama assolutamente invidiabile (ma non solo).

Per secoli questi luoghi hanno svolto funzione di ‘cava’ della città, da cui veniva estatta la pietra per la costruzione dele dimore fiorentine. Con oltre 600 anni di storia – le origini risalgono agli inizi del ‘400 – rappresentano una grande risorsa strico-artistica, culinaria ed ambientale.

Si pensi che qui hanno lavorato e trascorso parte della loro esistenza illustri personaggi del calibro di Michelangelo, Boccaccio e Leonardo da Vinci. A proposito di quest’ultimo, sembra che proprio da qui siano partiti i vari tentativi con le ‘macchine per il volo’.

A metà dell’800 il Borgo, le cave abbandonate, la Villa ed altre case sparse sul territorio, diventarono oggetto di un importante progetto di ristrutturazione che vide coinvolta un’ampia area suddivisa poi in varie destinazioni d’uso.Fattoria di Maiano

Fattoria di Maiano

La Fattoria di Maiano ad oggi offre molteplici possibilità, ideale per trascorrere una giornata all’aria aperta in famiglia, con gli amici o semplicemente a due. Il ristorante ‘Lo Spaccio’ è rinomato per l’ottimo cibo ed è aperto tutto l’anno. La posizione incantevole e la versatilità degli ambienti , fanno di questa struttura una location ideale per fascinosi matrimoni, meetings, degustazioni, set fotografici e chi più ne ha più ne metta.

La Mostra Mercato , che quest’anno si è svolta durante il primo weekend di Aprile, è un’occasione unica di godere di una meritevole manifestazione in un posto magnifico. Oltre 80 artisti, ognuno col proprio banco espositivo, hanno riempito interni ed esterni della Villa, molte volte mostrando in diretta la creazione del loro prodotto.

Un’armonia di colori, profumi e forme che , non mi vergogno a dirlo, a me ha scatenato un tripudio di endorfine!

Vi racconto un po’ la nostra giornata. Una volta varcato l’ingresso, attraversando un corridoio , siamo arrivati nel cuore pulsante della villa: il magnifico chiostro, brulicante di gente , sul quale si affacciano gli appartamenti al piano di sopra, anche essi allestiti per l’occasione. Ho trovato molte idee originali, veramente ad arte e fantasia non c’è limite ( o meglio, c’è solo quello che noi vi poniamo). Borse, ceramiche, gioielli preparati anche sul momento e su misura , sete dipinte.

Questo non è stato che l’inizio… All’esterno la loggia, il piazzale d’entrata, la vecchia scuola, insomma, tutti quanti gli spazi adibiti ad esposizione. Nei giardini adiacenti la piscina, un gruppetto di scultori di vari materiali (pietra, legno, argilla) esibivano le loro opere ed alcuni procedimenti per realizzarle. Muniti dei propri ‘ferri del mestiere’ forgiavano le loro creature sotto gli occhi affascinati dei visitatori. Il tutto incorniciato da un’impareggiabile panorama.IMG_20160403_144831

Fattoria didattica e molto ancora

Dopo aver visitato la mostra ( ed aver desiderato acquistare di tutto!) siamo usciti nel parco a godere del magnifico sole primaverile e di un po’ di divertimento nel parco giochi allestito nell’uliveta. A proposito, la Fattoria di Maiano vanta di un’azienda agricola a totale indirizzo biologico con ben 20.000 ulivi. Per l’occasione nel cortile adiacente al vialetto di ingresso, era stato allestito uno spazio ristoro con tavoli e panche dove abbiamo pranzato con un gustosissimo hot-dog .

Lungo un percorso costellato di cipressi e querce del Giardino Botanico è possibile fare una piacevolissima passeggiata fino al Laghetto delle Colonne – ricavato all’interno di una vecchia cava di pietra – fino alla Casa del Thè, originale location per una pausa merenda. Su prenotazione è possibile inoltre effettuare un ‘safari’ a bordo di jeep, sia in diurna che in notturna, raggiungendo anche gli angoli più nascosti e remoti della proprietà.

Fattoria di Maiano

IMG_20160403_145014 Fattoria didattica

IMG_20160403_140638IMG_20160403_144640Più in basso, sul fianco della collina, lo spazio è adibito a fattoria didattica con dei sentierini che si snodano attraverso i vari recinti con gli animali : socievoli asinelli, struzzi, caprette,varie specie di galline ed affini, mucche. A proposito, avete mai visto da vicino un cinghiale?

Beh, qui lo vedrete allego scorrazzare in compagnia dei cugini maialini. Noi ci siamo divertiti anche a rincorrere le oche fra un gruppo di artisti impegnati in una estemporanea di pittura (cercando di non dar troppo fastidio, per quanto possibile). Dopo tutto questo scorrazzare ci voleva proprio un bel gelato: stesi sul prato verdissimo, all’ombra di un ulivo, con un panorama mozzafiato , ad ascoltare i suoni della natura… è possibile volere di più?!

IMG_20160403_154841Info pratiche:

Maiano è un piccolo borgo che si sviluppa lungo una stradina collinare, perciò non vi sono molte possibilità di parcheggio in prossimità della Villa. C’è da dire che sono davvero ben organizzati, in particolare per occasioni come questa , ausiliari del traffico guidano le auto verso le aree di sosta più vicine, oppure bloccano l’accesso alle piazzole ormai esaurite.

Questo è di grande aiuto, soprattutto su strade dove il doppio senso di marcia non è agevole già in condizioni di traffico normali.

L’ingresso alla Fattoria di Maiano prevede il pagamento di Eur 7 (bambini gratuiti)

IMG_20160403_151855

Fattoria di Maiano

icon-car.pngKML-LogoFullscreen-LogoQR-code-logoGeoJSON-LogoGeoRSS-Logo
Fattoria di Maiano

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Fattoria di Maiano 43.794015, 11.304275




A spasso per Norcia

La SS4 che dalla Riviera delle Palme sulla Costa Adriatica, nello specifico da Porto d’Ascoli, conduce verso l’entroterra passando da Ascoli Piceno, è costellata di caratteristici paesini arroccati su verdi pendici qualche volta piuttosto impervie. Un paesaggio inaspettato, almeno per me, una strada magnifica da percorrere, ricca di curve e molto piacevole da guidare. In una giornata caldissima di fine giugno, di rientro da una settimana di vacanza in Abruzzo, è stata davvero una magnifica alternativa di percorso rispetto alla più gettonata autostrada.

Ad un certo punto, nei pressi dell’intersezione fra Marche, Lazio ed Umbria, svoltiamo a destra ed il panorama prende velocemente forme più dolci con pendii erbosi e rilievi arrotondati fra i quali si aprono vasti altopiani dedicati perlopiù dediti a pascolo. E’ il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, una zona montuosa nel cuore dell’ Appennino umbro-marchigiano, con vette in grado di raggiungere e superare i 2000 metri di altezza,

La SS Tre Valli Umbre ci conduce alla nostra tappa : eccoci arrivati a Norcia. Parcheggiamo nei pressi delle mura, a nord della città, accanto ad un giardino pubblico che è una meraviglia: un lungo viale alberato arricchito di giochi per bambini nuovissimi, allegri, coloratissimi ed originali. Le panchine all’ombra e fontanelle qua e la ne fanno un perfetto luogo relax per grandi e piccini.

IMG_20160625_115049

Nel corso dei del tempo eventi sismici anche di forte entità hanno a più riprese distrutto monumenti importanti e tracce di un passato remoto che risale all’epoca pre-romana. Questi eventi catastrofici hanno contribuito a conferire a Norcia il suo look attuale : sono infatti caratteristici, in gran parte del centro storico, edifici bassi e con mura perimetrali a scarpa, testimonianza delle normative che furono adottate dopo il sisma del 1859, ove si raccomandavano costruzioni a baracca.

IMG_20160625_104245

Entrando dalla porta di accesso su Corso Sertorio si apre un panorama di stradine a lastricato tempestate di bar, negozietti di vario genere e ci si trova immediatamente circondati dai profumi dei prodotti tipici. Antistanti le botteghe vengono offerti assaggi ai passanti, deliziandone il palato.

IMG_20160625_105000Oltre alle bellezze e agli itinerari naturalistici, infatti, Norcia rappresenta un paradiso gastronomico con una cucina genuina e ricca di prodotti tipici: le lenticchie di Castelluccio, il farro, il tartufo nero pregiato, i formaggi di ogni varietà, come il pecorino e la caciotta ma, soprattutto, la “norcineria“, nobile ed antica arte della lavorazione della carne suina, che risale al 1200 e che ha reso la città umbra famosa in tutto il mondo.Qui la tradizione e l’eccellenza culinaria sono principalmente e strettamente legate alla raccolta del tartufo nero ed alla lavorazione rigorosamente artigianale della carne di maiale.

la salagione e la stagionatura di prosciutti,capocolli salsicce è diventata una specialità degli abitanti di Norcia: da qui l’appellativo di Norcino” al mestiere, e di conseguenza “norcineria”, usato nell’Italia centrale per indicare la salumeria.

Secondo la tradizione, furono glebrei arrivati in Valnerina dopo la distruzione di Gerusalemme ad inventare la tecnica di conservazione della carne di maialeNon potendo mangiarla per motivi religiosi, dovevano conservarla per poterne fare commercio. Col tempo tali professionisti iniziarono ad organizzarsi in corporazioniconfraternite, andando a ricoprire importanti ruoli all’interno della società e creando nuovi prodotti di salumeria. L’attività dei norcini era prettamente stagionale, poiché il maiale veniva ucciso una volta all’anno, d’inverno, così lasciavano le loro città (Norcia, Cascia, Bologna, Firenze, Roma) ai primi di ottobre e vi ritornavano verso la fine di marzo, quando si trasformavano in venditori di paglia o d’articoli d’orticoltura.IMG_20160625_104257

Il fulcro artistico della città ruota attorno alla sua piazzacentrale, dove si concentrano gli edifici simbolo:

IMG_20160625_111432

  • Entrando in Piazza San Benedetto si ha quasi la sensazione di essere accolti in un abbraccio dagli edifici tutti attorno : la Basilica con a destra il portico delle misure, a sinistra il palazzo comunale ed al centro della piazza la statua del Santo, imponente come a vegliare sulla città.

  • il Portico delle Misure, edificato attorno al ‘500, era un mercato dei cereali al coperto, con le misure di capacità in pietra ancora ben visibili, ottimo per una pausa all’ombra del suggestivo loggiato, gustando la bellezza della piazza.

  • La Basilica di San Benedetto, risalente al ‘tempo delle cattedrali’ , in pieno medioevo, troneggia con la sua splendida  facciata gotica, il rosone e i fregi dei quattro evangelisti. La tradizione vuole che sia stata costruita sui resti della casa natale del Santo ma più probabilmente nello stesso luogo sorgeva una basilica di epoca romana andata successivamente distrutta .

  • La Castellina, il palazzo fortificato, un tempo sede del governatore pontificio, ospita oggi un museo e mostre temporanee.

    IMG_20160625_111332

APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

L‘entrata della Primavera, festività in onore di S. Benedettopatrono d’Europa e di Norcia. Il giorno precedente la festa è caratterizzato dall’arrivo della Fiaccolata “Pro Europa Una” che, ogni anno, parte da una diversa città d’Europa per giungere a Norcia la sera del 20 Marzo. Questo messaggio rappresenta il simbolo del monachesimo benedettino nell’antico continente.

IMG_20160625_113802

icon-car.pngKML-LogoFullscreen-LogoQR-code-logoGeoJSON-LogoGeoRSS-Logo
norcia

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

norcia 42.791675, 13.094733




Viareggio e la Cittadella del Carnevale

Carnevale

Ho dei ricordi ancora ben impressi nella memoria benché siano passati almeno tre decadi.

Frammenti, colori, suoni, emozioni… Erano i primi anni ’80, per me i bei tempi dell’asilo, e l’inverno portava con sé un’attesissimo evento: il carnevale. Un momento vivace, di aggregazione e festa che arricchiva il paese di gioia, sorrisi e di tante vocine strillanti. I carri sfilavano per la via principale, lentamente, con qualche sosta in modo che i bambini potessero salire a bordo. Mi sorprendo a scoprire quanto possono essere nitidi certi ricordi, sicuramente perché accompagnati dall’emozione fortissima del momento che, come accade per i profumi, riesce a permanere nel tempo quasi indelebile. E gli odori? Sì, sono certa che qualcuno di voi sa di cosa sto parlando: l’odore dei carri di cartapesta, con quel ‘retrogusto’ di giornale bagnato, unico. E poi c’ero io, in costume da Cappuccetto Rosso, Arlecchino o Pierrot – con la faccia impastata di trucco bianco ed una lacrimuccia nera disegnata sulla guancia – scalpitavo con il mio sacchetto di coriandoli in mano in attesa della sfilata. Purtroppo sono stati gli ultimi anni del carnevale nel mio paese. Peccato. Naturalmente non ho smesso di frequentare le sfilate, certo che no, ma quando ce le hai “in casa” è tutta un’altra cosa.

IMG_20160521_125952

Inutile dire cosa mi ha rievocato la visita della Cittadella del Carnevale a Viareggio. Avete presente una bambina nel paese dei balocchi? E’ proprio così che mi sono sentita. E non posso far altro che essere estremamente grata a Silvia Ceriegi ed alla #bloggingexperience da lei sapientemente organizzata : è stata un’esperienza magnifica, ricca di emozione e di persone fantastiche.

Pensavo di trovare folklore, alla Cittadella, in realtà ho trovato un vero e proprio mondo  stracolmo di passione. E’ stato un privilegio unico poter ascoltare dalla voce degli stessi maestri carristi l’origine delle loro opere (del vere opere d’arte!): l’idea, la progettazione, mesi e mesi di lavoro alle intemperie in magazzini giganteschi, l’attenzione ad ogni particolare, lo studio di ogni dettaglio e la difficoltà, ahimé, nel mandare avanti questa incredibile manifestazione fra mille difficoltà sopratutto di natura economica.

Ma cos’è il Carnevale di Viareggio? Per una toscana come me questa domanda potrebbe suonare un po’ anomala, in realtà ho scoperto che sono in parecchi a non conoscerlo. Così proverò a spiegarvelo (mi scuseranno i viareggini se non sono all’altezza di questo compito).

IMG_20160521_121753

Il carnevale a Viareggio è un po’ come il Palio a Siena (perdonatemi il parallelismo) : ciò che si percepisce dall’esterno, da profani, è probabilmente l’evento in sé e punto. Quindi il carnevale è solo ciò che sembra? Naturalmente ed assolutamente no! Come a Siena la vita di contrada va ben oltre ciò che si può immaginare, a Viareggio questa manifestazione crea un senso di appartenenza fortissimo. Un patrimonio artistico, culturale e storico che ha origine nel lontano 1873 ma che a tutt’oggi non ha finito di stupirci. Negli anni tanto è cambiato, si è evoluto in vari modi ma intatti sono rimasti l’anima ed il cuore di questo evento. Carri allegorici ricchi di satira (prevalentemente politica), figuranti in costume, suoni e colori sfavillanti, spettacoli pirotecnici. Il tutto curato nei minimi dettagli, creato per emozionare e stupire.

Può quindi Viareggio prescindere dal Carnevale? Certo che no.

Un’eccellenza artistica tutta italiana, che non ha eguali al mondo. Un talento riconosciuto a livello internazionale che ha portato alcuni mastri carristi in giro per il mondo, ingaggiati per la realizzazione di opere di degna importanza.

Quanta competenza, attenzione, dedizione e talento dietro un “semplice” carro di carnevale!

Non è un lavoro, quello del carrista, ma uno vero e proprio stile di vita che viene tramandato attraverso generazioni, coltivato in famiglia con grandissima passione e dedizione. Sono oltre mille le persone che vi lavorano direttamente, tanto per rendere in parte l’idea del “dietro le quinte”.

IMG_20160521_114033

IMG_20160521_121749

Abbiamo avuto la possibilità di vistare ed approfondire i carri vincitori di quest’anno delle varie categorie in concorso, in compagnia di Ondina e Burlamacco… ma di questo vi parlerò in un altro post, poiché è necessario approfondire per tentare rendere giustizia a questi maghi della cartapesta (e non solo)

Ma dov’è che la magia ha inizio? Nella Cittadella. E’ la vera reggia di Re Carnevale, il più grande centro tematico italiano dedicato alle maschere. Attorno ad una piazza enorme, sono concentrati laboratori, hangar, due musei ed un centro documentario storico. Sugli edifici troneggiano imponenti statue: figure maschili, nude, ciascuno con la propria testa simboleggiando la perdita della razionalità. Nell’altra mano una maschera, che diventa il vero volto delle statue stesse. Maschere diverse fra loro, ognuna a rappresentare le varie culture che nel mondo da tempi molto antichi utilizzano questi artefatti nelle loro cerimonie, religiose e non. Ebbene sì, la “maschera”, simbolo antichissimo al quale il carnevale deve la sua origine.

IMG_20160521_122520

Parlavamo del Museo della Cittadella che racchiude al suo interno moltissimi tesori legati al questa incredibile manifestazione. Il percorso espositivo ci ha accompagnati attraverso un viaggio nella storia del Carnevale viareggino. Si trovano esposti manifesti, alcuni dei bozzetti originali e modellini in cartapesta dei carri più famosi della storia. La Fondazione organizza percorsi tematici , laboratori e percorsi didattici per le scuole.

Informazioni su www.viareggioilcarnevale.com e museodelcarnevale.blogspot.com

Esiste un’app dedicata

IMG_20160521_113653

 

icon-car.pngKML-LogoFullscreen-LogoQR-code-logoGeoJSON-LogoGeoRSS-Logo
Cittadella del Carnevale

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Cittadella del Carnevale 43.893727, 10.245885




Balene e Mammut a Firenze

Una passeggiata tra fossili e storia antichissima. Venite con noi?

Firenze si sa, non delude mai. In una bella giornata di sole ci siamo fatti ammaliare dalla sua carica positiva e dal suo brulicare di gente da ogni dove. Già da tempo desideravo un’uscita “culturale” fra i musei della città, da trascorrere col ‘nanetto’. Amo queste uscite a tu per tu con le novità. 

Così, agghindati di tutto punto da turisti, siamo andati alla scoperta del Museo di Storia Naturale.

img_20161010_112031

Questo museo è organizzato in otto sezioni dislocate in varie parti della città. Nostra meta in questa giornata la sezione di Geologia e Paleontologia.

Si trova nei locali della Facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, a due passi da p.za San Marco. Fuori dal portone molti ragazzi, di cui alcuni con l’inconfondibile corona d’alloro in testa, nel giorno della laurea. ‘Con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro’ come cantava Bertoli: frase azzeccatissima visto che di ere antiche parliamo. Che belli!

Il museo è di dimensioni contenute, perfetto anche coi bambini.

Firenze museo storia naturale

sala dei grandi mammiferi

Nella prima sala ci sono dei plastici che ricreano le varie conformazioni del terreno con gran semplicità di lettura e interpretazione. I primi scheletri che troviamo, accuratamente conservati in una grande teca , sono quelli di mammiferi marini antenati del dugongo.

Firenze museo di storia naturale

Firenze museo si storia naturale

 

Grandi mammiferi terrestri

Proseguendo non si può che restare incantati ed affascinati dalla maestosità degli scheletri dei grandi mammiferi continentali. L’apice della meraviglia si raggiunge nella sala in fondo al corridoio dove ‘Pietro’, un enorme esemplare di mammut, sembra vigilare sul museo e su tutti i suoi ‘amichetti’ ormai estinti.

Firenze museo di storia naturale coi bambini

Mammut ‘Pietro’

Molti reperti sono accompagnati da didascalia e qualche accenno sul ritrovamento aiutano.

Il corridoio centrale è dedicato sopratutto ai fossili marini, illustrazioni e ricostruzioni dei procedimenti di evoluzione nel corso dei millenni, per esempio degli anfibi.

In una delle successive sale troviamo animali esotici come gli antenati di rinoceronti, struzzi e bradipi.

All’interno di alcune teche sono conservati resti di antichissimi animaletti come roditori, ungulati ed altri mammiferi che un tempo abitavano i nostri boschi. Da qui una dovuta riflessione: ma quanto sono bravi questi ricercatori a identificare e riportare alla luce dei reperti a volte tanto minuscoli! Per me, è un vero mistero.

Qui il percorso si avvia alla sua conclusione, con una magnifica sorpresa proprio sul finale.

 

Attenzione, c’è una balena al museo!

Dal 12 maggio al Museo di Storia Naturale è possibile ammirare l’installazione permanente intitolata “Storie di una balena”. La sala è stata allestita attorno ai resti del cetaceo scoperto nel 2007 a Orciano Pisano. Dove? Ma in un campo di grano, elementare Watson! Questo ci ricorda ancora una volta quanto sia cambiato l’aspetto geologico delle nostre terre nel corso dei millenni.

Gran parte della Toscana non era altro che fondale marino. Certo, parliamo di qualche annetto fa… diciamo più o meno tre milioni.

Firenze museo di storia naturale coi bambini

Tales of a whale

Firenze museo di storia naturale

Si entra in una grande sala blu, appositamente creata attorno ed in funzione dello scheletro fossile del cetaceo, nel pavimento. L’allestimento punta sulle emozioni per raccontare un intero ecosistema e portare l’attenzione sugli equilibri della natura.

Si ha la sensazione si camminare sul fondale: i suoni simulano l’ambiente marino e le proiezioni su dei teli del soffitto ricreano il passaggio delle balene (sulle nostre teste).

Un allestimento coinvolgente e multimediale per il quale dobbiamo ringraziare i curatori Stefano Dominici e Elisabetta Cioppi e all’ architetto Lorenzo Greppi.

allestimento della sala (New Press Photo)

allestimento della sala (New Press Photo)

Un ritrovamento unico che richiama studiosi da ogni parte del mondo

Alle pareti troviamo una ricchissima serie di reperti: fossili di pesci vari, invertebrati, conchiglie ed altri spazzini del mare. Un vero e proprio spaccato dell’ecosistema del Pliocene che mostra in maniera eccellente e esaustiva cosa succede nella comunità marina creatasi attorno a questo enorme animale.

La balena, morendo e posandosi sul fondo, diviene fonte di vita per una serie di organismi che si cibano di lei e che fra le sue ossa hanno trovano rifugio.

Su una parete due schermi propongono un video della durata di circa 20 minuti ascoltabile con le apposite cuffie. Qui si possono ascoltare le testimonianze del ritrovamento, le interviste ai curatori e un racconto sulle popolazioni che ancora oggi vivono di caccia alla balena. Oltre che degli approfondimenti sulle problematiche di smaltimento delle carcasse a seguito dello spiaggiamento: in effetti forse non ci si pensa ma non è un giochetto da ragazzi, visto la mole di questi cetacei.

gli spazzini del mare

gli spazzini del mare

Insomma, bilancio più che positivo per questo giovedì alternativo. Giornata appassionante e ricca di stimoli.

Ma vorrei concedermi un’ultima considerazione e raccontarvi la soddisfazione più grande, diciamo la ciliegina sulla torta. 

Il ‘nanetto’ che ha voluto vedere e ascoltare il filmato per intero ben due volte (20 min ciascuno, ricordiamo) e che uscendo ha detto alla cassiera:”Guardi, penso proprio di tornarci in questo posto: mi è piaciuto tanto e poi avete dei film interessantissimi!”

Che dire? Cuore di mamma 🙂 

#TRAVELBREATH

Informazioni Utili

Museo di Storia Naturale, via G.La Pira nr.4

orari: giugno/settembre 10:30 – 17:30 , ottobre maggio 10:00/16:30

info e prenotazioni : 055 275644

 

Mamma Cult

mappa

 

 




ABC della Val Bisenzio, dall’Archeologia industriale agli Zuccherini

Torna il progetto #insiders della Signora Trippando! Ecco qua, colta la sfida provo a snocciolare un po’ alcune caratteristiche più salienti della mia Val Bisenzio.

Anzitutto localizziamola. Si trova nella parte settentrionale della Toscana, è la valle che sale a nord di Prato in direzione Bologna fin quasi al confine tosco-emiliano. La dorsale appenninica è ricca di castagneti : un territorio aspro, per certi versi , ma anche orgoglioso,ricco di tradizione e di storia.

I tre comuni che ne fanno parte sono: Cantagallo, Vaiano e Vernio.

La Val Bisenzio dall’Archeologia agli Zuccherini

A come Archeologia industriale – la Val Bisenzio è uno dei territori più importanti della regione, sia come numero che come varietà di siti industriali. Azionati grazie all’acqua mulini, cartiere, gualchiere e fabbriche tessili sono nate lungo il Bisenzio e i suoi affluenti. Il sito più antico è probabilmente quello di “La Cartaia”, del 1300. Già a quel tempo i  prodotti  di questa zona venivano commercializzati in tutto il Mediterraneo.

Valbisenzio - Peyron

Valbisenzio – lo stabilimento Peyron

B come Bisenzio ( IL fiume ) – è il cuore pulsante dell’intera Valle. Lungo il suo corso sorgono i principali centri abitati e le maggiori attività produttive. Vicino Firenze confluisce nell’Arno,  ma dove ha la sorgente il Bisenzio? E’ a tutt’oggi un mistero. In realtà è stata collocata nella “Riserva Naturale Acquerino Cantagallo” ma, scaturendo dall’unione di più corsi d’acqua, è complicato stabilire quale sia la sorgente giusta. (Bis Entius = “acque che scorrono insieme”).

C come Curzio Malaparte –  uno dei grandi personaggi di spicco del ‘900 nel territorio pratese. Nelle sue opere l’affetto e il rapporto conflittuale con questa terra, molto evidente in molte sue opere. In posizione dominante a strapiombo sulla valle, a Spazzavento si trova il suo “mausoleo”, come da volontà dello stesso scrittore.

D come Direttissima – A Vernio inizia l’imbocco della “direttissima”  , una galleria ferroviaria di oltre 18km che attraversa l’Appennino Tosco-Emiliano sull’asse Firenze-Bologna. Per molto tempo ha avuto il primato d’Europa ed è celebre, purtroppo, anche per l’attentato dell’85. Costruita negli anni’30, fu bersaglio di prim’ordine durante la seconda Guerra Mondiale che vide gran parte del paese distrutto. La ferrovia: pilastro dell’economia e dei trasporti della Val Bisenzio

La Direttissima - Vernio

Vernio – La Direttissima

E come Ex-Meucci – E’ un edificio polivalente ricavato dalla ristrutturazione di una fabbrica storica, il Meucci appunto. Qui si tengono attualmente manifestazioni, iniziative di vario genere e congressi. Un’ala della struttura è adibita a museo, il MUMAT (museo delle macchine tessili) che illustra la storia del tessile strumenti e macchine anche molto rare, degli ultimi 150 anni. La prima bozza di “museo diffuso“, una rete museale legata ai ruoli del tessile.

Museo "MUMAT" - Vernio

Museo “MUMAT” – Vernio

G come Grotte – I Monti della Calvana, formati prevalentemente da rocce calcaree, danno origine a fenomeni carsici e numerose grotte amatissime dagli speleologi.

H come …la “h” sta bene ovunque – siamo in provincia di Prato, qui nel dialetto locale le “C” diventano “H” poiché le aspiriamo a tutto spiano! (non solo le “c”, oserei dire, anche le “t” nell’ultima sillaba se ne scivolano via chissà dove ecc, ecc, ecc.)

L come Luicciana, un museo all’aperto –  installazioni ed opere artistiche hanno trasformato Luicciana in un vero museo a cielo aperto. Passeggiando per il borgo ci si trova immersi in un curioso -e decisamente affascinante- panorama che è un mix  di tecniche artistiche : affreschi, sculture, statue, oggetti polimaterici. Una disseminazione artistica nata negli anni ’80 influenzata dalla Land Art, che contribuì a far uscire le opere da musei e gallerie.

Luicciana

Luicciana – museo a cielo aperto

M come Mulini – Attorno al Bisenzio e ai suoi affluenti si trovano numerosi mulini idraulici , alcuni dei quali ancora funzionanti. Sono allo stesso tempo simbolo di tradizione e di tecnologia industriale nel delicato passaggio dall’agricoltura all’industria.

N come Natura – Aree boschive, faggete plurisecolari, piante monumentali, crinali spogli come quelli della Calvana. E poi un incredibile patrimonio faunistico con animali anche molto rari. La Riserva Acquerino Cantagallo è l’area protetta più importante: fra un reticolato di ruscelli trova la sua sorgente proprio il Bisenzio.

Valbisenzio natura

O come Oratorio e Casone dé Bardi – è l’imponente complesso seicentesco un tempo residenza dei conti Bardi e adesso sede del Comune di Vernio. Una piccola curiosità: la figlia di Alessandro dé Bardi si è ritagliata un posto nella storia per aver sposato nientedimeno che Cosimo dé Medici, detto Il Vecchio, primo Signore di Firenze. Nota di gossip che non fa mai male, a maggior ragione sulla scia della fiction fiorentina “I Medici”.

Casone e Oratorio dé Bardi

Casone e Oratorio dé Bardi

P come Pulendina – Qual’è dunque il frutto più prezioso della Val Bisenzio? La castagna, naturalmente! . La Festa della Polenta “Pulendina” (dolce, cioè di castagne) si celebra ogni anno , generalmente in Febbraio, con tanto di rievocazione storica, corteggio e festeggiamenti. E’ un appuntamento fisso da oltre 400 anni e ricorda la distribuzione massiccia di questo alimento da parte dei conti Bardi, durante una grave carestia nel corso dell’invasione spagnola.

Valbisenzio - castagne

Castagne

Festa della Polenta dolce

La Pulendina

S come Steno – I biscotti del “Forno Steno” sono un’istituzione, una vera eccellenza di tipicità valbisentina. Non solo biscotti però, molti altri prodotti deliziosi fra cui una selezione strettamente legata al territorio grazie all’utilizzo di materie prime di alta qualità a km zero. Al mattino via Braga a Vaiano è letteralmente inondata del profumo dei dolciumi in cottura.

cantuccini - Val Bisenzio

Cantuccini con Vin Santo

T come Tessile – La parola d’ordine che per lunghissimo tempo ha scandito la vita e l’economia del distretto pratese, Val Bisenzio inclusa. La tradizione del tessile ha radici lontane, addirittura nel XIII sec. Nel corso del tempo ha subito continue migliorie, fino a costituire spesso una leadership a livello mondiale. A tutt’oggi , nonostante i grandi cambiamenti e la crisi economica, i prodotti tessili pratesi costituiscono delle eccellenze del “Made in Italy“. Il “Museo del Tessuto” di Prato è fra i più importanti a livello europeo sulla storia e lo sviluppo dei tessuti dall’antichità ad oggi.

…ma anche come Tortelli di patate – un simbolo della vallata (e non solo), una prelibatezza assolutamente da provare.   E’ un piatto conviviale, gustoso che non risente di stagionalità. E’ un cibo della tradizione, infatti la ricetta è tramandata fra generazione e ogni famiglia o ristorante ha la propria. Molte varianti di un unico prodotto. Chi vuole assaggiarne alcune?

Tortelli di patate burro e salvia - foto Valbisenziointoscana

Tortelli di patate burro e salvia – foto Valbisenziointoscana

V come Vaiano – Una delle caratteristiche più salienti della Valle sono le Pievi e le Badie, fra le quali di maggior spicco è quella di Vaiano, risalente attorno all’anno 1000. Qui siamo proprio nel cuore della valle, a metà strada fra la città e l’Apennino. Nel territorio Vaianese ci sono anche varie Ville. La medicea Villa Il Mulinaccio , location per iniziative e mostre prevalentemente di carattere territoriale. E’ un vero splendore sia all’esterno che all’interno, coi suoi affreschi e le sale restaurate. Un’altra è  Villa Buonamici a San Gaudenzio, dove amava soggiornare nientemeno che Galileo Galilei in persona!

Badia San Salvatore Vaiano - Val Bisenzio

Badia San Salvatore Vaiano

X come X-TREME VALLEY! – Si tiene ogni anno, a giugno. E’ un evento attesissimo,un festival dello sport di montagna ricco di adrenalina e divertimento. Mountain bike, rollerblade, paracadutismo, minimoto, carretti ed atri mezzi di discesa, arrampicata, motocross e chi più ne ha più ne metta. Ogni anno l’evento cresce, richiamando professionisti e visitatori da ogni dove. A tutto sport!

X-Treme Valley - Val Bisenzio

X-Treme Valley

Z come Zuccherini – Finiamo in dolcezza con gli zuccherini di Vernio! Si tratta di biscotti secchi, tondi talvolta con un buco al centro. Appaiono bianchi all’esterno, per l’immersione nello zucchero fuso, hanno un retrogusto di anice e sono profumatissimi. Ma che sto qui a spiegarveli, venite ad assaggiarli! (che è meglio)

E’ difficile condensare questo territorio in così poche caratteristiche.

La Val Bisenzio è molto, molto ancora.

Venite a scoprirla!

…to be continued.

 




I Mercatini di Montepulciano e il Villaggio di Babbo Natale

Perché i Mercatini di Natale?

Perché tutta questa smania per i Mercatini di Natale? Manca ancora più di un mese e già cominciamo a fremere. Molti negozi sono già in tema, con le decorazioni pronte per essere accese. Il periodo natalizio è in un certo senso un po’ così, molto commerciale, artefatto.

Ha il sapore del contesto costruito ad hoc, proprio per noi, proprio nel momento dell’anno in cui siamo più propensi agli acquisti (anche superflui). D’accordo, ne siamo consapevoli, giusto? Benissimo, allora procediamo col vero succo del post: quanto ci piace tutto ciò? Un sacco! Davvero, davvero tanto.

babbo-natale

Naturalmente non per tutti è così, confesso che anch’io non ho sempre amato tutto questo folklore che con la festività religiosa di riferimento, ovvero il Natale , ha ben poco a che vedere. E’ anche vero che ci piace sognare.

Per una come me, molto pratica e coi piedi ben posti a terra, è stata una ri-scoperta conseguente alla maternità.

Eh già, coi figli secondo me certi meccanismi cambiano, almeno così è stato nel mio caso. Si scoprono o riscoprono fantasie ed emozioni tornando un po’ bambini, insieme a loro e per loro.  

Si torna  a  lasciarsi ammaliare  da favole a lieto fine,  scintillii, palline colorate, luci, neve (artificiale) e chi più ne ha più ne metta. Tutto predisposto ad hoc, sì, e allora? Che importanza ha: lo adoriamo, punto e basta. 

mercatini di na

Sono molte le destinazioni che propongono mercatini natalizi , è una tendenza in continua crescita. Dall’arco alpino a Napoli, dai piccoli centri alle grandi città, ciascuno è meraviglioso e caratteristico a suo modo.

Quello di cui vorrei parlarvi in questo post ci è rimasto particolarmente nel cuore. Vuoi perché di trova nella nostra splendida Toscana, vuoi perché è una location davvero d’eccezione in un contesto unico, vuoi perché…è stata un’esperienza carica di emozioni:  oggi vi porto a Montepulciano!

 

Montepulciano

Montepulciano è in provincia di Siena, a cavallo fra la Val d’Orcia e la Valdichiana. La parte vecchia del paese si sviluppa interamente arroccata su di una collina ed offre un panorama impagabile, a 360° sulla campagna circostante. Il modo migliore per per visitarlo è a piedi, su e giù per le stradine acciottolate, passeggiando fra cantine, negozietti di artigianato e taverne.

Vista panoramica sulle valli

Montepulciano – Vista panoramica sulle valli

A Montepulciano dal 19 Novembre al 08 Gennaio prende vita nientemeno che un vero e proprio “Villaggio di Babbo Natale”.

Non solo: in questo periodo è previsto un fitto calendario di eventi ‘a contorno’, attrazioni e mercatini.

 

Il Castello di Babbo Natale

E’ proprio nella Fortezza Medievale, nella parte più alta del borgo di Montepulciano, che Babbo Natale ha la sua dimora. Sembra di entrare in una fiaba : l’atmosfera ovattata, la musica, gli addobbi ben fatti, le luci e tanti oggetti di proprietà del nostro Santa Claus, come la sua slitta volante.

Ogni stanza ha la sua funzione. La camera di Babbo Natale : un letto enorme con le sue iniziali in oro e una sedia a dondolo dove , fra un impegno e l’altro, può schiacciare qualche pisolino. Poi, naturalmente, troviamo la cameretta degli elfi con tanti lettini a misura di bambino ed altri oggettini di uso comune ( cappellini, occhialini, pantofoline ecc). 

Camera di Babbo Natale

Camera di Babbo Natale

Cameretta degli elfi

Castello di Babbo Natale – cameretta degli elfi

 

Al piano superiore sono allestite delle aule dedicate ai laboratori di vario genere, a seconda dell’età dei bimbi e delle loro preferenze. 

laboratorio babbo natale

laboratorio mercatini natale

 

E la letterina? Guai a chi dimentica la letterina! Anche perché si può scrivere , decorare, far autenticare con timbro di elfo ed inserire personalmente nel macchinario che la spedirà direttamente ai laboratori in Lapponia. Quindi bimbi, compilatela con cura, decoratela e affidatela all’ Ufficio Postale di Babbo Natale.

Non perdete lo spettacolo di magia! Controllate bene l’orario di inizio per essere certi di non perdervelo (la sala si riempie velocemente)

 

ufficio postale di babbo natale

ufficio postale di babbo natale

ufficio postale di babbo natale

 

Ciliegina sulla torta è Babbo Natale in persona! Sul suo bel trono, in un’enorme stanza rossa, accoglierà ogni bimbo fra le sue braccia per una foto insieme. Oh, Oh, Oh!

Il percorso si conclude con un allestimento di giocattoli d’epoca dove troverete bambole di pezza, oggetti in legno o latta, i primi robot rudimentali, soldatini di piombo ecc. Tutti giocattoli fabbricati dagli elfi nel corso degli anni e custoditi gelosamente. Un’idea azzeccatissima capace di affascinare grandi e piccini.

Per i bambini sarà un’esperienza totale e voi vi divertirete un sacco, garantito!

img_1853

 

I Mercatini Natalizi

A pochi passi dal Castello, il mercatino è allestito nella cornice di Piazza Grande e delle piazzette e viuzze adiacenti. Le casette in legno sono imbandite di prelibatezze locali, addobbi e decori natalizi, abbigliamento, artigianato e molto altro ancora.

 

E per mangiare?

Montepulciano è ricchissima di taverne e ristorantini dove gustare una cucina eccellente. In occasione dei mercatini, inoltre,  è possibile provare lo street food di qualità a base di tipicità locali con tanto di panorama mozzafiato. Piazzetta Dante e via del Leone, infatti, sono delle terrazze naturali con una vista magnifica sulla Val d’Orcia.

Panorama sulla Val d'Orcia

Panorama sulla Val d’Orcia

 

A misura di famiglia

Come dicevamo, tanto divertimento per tutti quanti e per tutti i gusti. Sopratutto tante esperienze diverse da provare e condividere. Adiacente al Castello di Babbo Natale c’è una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed il Mini Ranch dei Pony.

 

Per concludere una piccola curiosità : a Montepulciano sono state girate alcune scene del film “New Moon”, sequel di “Twilight”.

 

 

Info pratiche:

Consulta e scarica il programma eventi QUI

Sito web del “Villaggio di Babbo Natale”

Il biglietto di ingresso ha un costo di €8 per persona, bambini 0-3 anni gratuiti.

Se arrivate con l’auto il mio suggerimento è di utilizzare i vari parcheggi segnalati, con possibilità di servizio navetta per i più lontani. Dettaglio parcheggi.

 

 



Booking.com

 

Questo post partecipa al contest “All About Christmas” di Labellatartaruga.it