#TravelbreathAustria in partenza!

Ebbene ci siamo quasi, pochi giorni e finalmente partiremo alla volta dell’Austria. Questa volta sarà un viaggio in auto proprio come piacciono a me: in parte organizzato ed in parte da improvvisare.

Il mese di agosto, ahimé, non è proprio l’ideale per viaggiare ma questo non è un mistero. Per quanto riguarda l’improvvisazione potremmo avere qualche difficoltà a trovare disponibilità nelle date centrali del mese ma che dire, io confido sempre che dagli imprevisti possano scaturire magnifiche opportunità e così certamente sarà!

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Veniamo alla parte pratica. Con gli anni ho imparato a selezionare molto il quantitativo di cose da portare al seguito, soprattutto quando volo. Sembrano lontani anni luce nel tempo quei bagagli strapieni di roba stipata…riportata a casa quasi del tutto intonsa!

Devo ammettere però che quando partiamo con auto propria tendo a farmi prendere un po’ la mano al grido di “tanto abbiamo ancora spazio”. Ora, in questo caso il clima potrebbe essere molto variabile perciò un certo grado di “portiamo anche questo, non si sa mai”  è anche lecito.

In effetti (santa esperienza) è preferibile diversificare gli indumenti per un look ‘a cipolla’ senza dimenticare k-way né piumino leggero. Il tutto rigorosamente all’insegna della comodità, e su questo punto non ci piove (speriamo che non piova proprio!).

Naturalmente auspichiamo in un tempo clemente ma son dell’idea che, salvo diluvio universale, qualche goccia non debba compromettere i nostri programmi. Credo di aver letto  di un proverbio che recita qualcosa del tipo :”non esiste cattivo tempo ma solo abbigliamento sbagliato”. Rende l’idea vero?

Qualcuno si chiederà del perché abbiamo optato per l’Austria.

Beh, anzitutto perché non la conosco molto ed è comoda da raggiungere. Inoltre amiamo i paesaggi alpini e se proprio vogliamo essere sinceri…ho aperto l’atlante sull’Europa e puntando un po’ a casaccio è uscita fuori proprio lei.

L’Austria si presta sia al soggiorno stanziale che al viaggio itinerante e ci sono un sacco di attività da provare con tutta la famiglia oltre ad arte, cultura e festival musicali ovunque in Agosto soopratutto.

La prima tappa sarà a Natterersee, poco lontano da Innsbruck. Alloggeremo al Nattererboden in un appartamento in stile tirolese dove gusteremo deliziosi piatti della tradizione e ci godremo il magnifico parco abitato da molti animali da fattoria.

Dedicheremo il tempo che occorre per rilassarci un po’ e visitare Innsbruck, dopodiché ci sposteremo ad est percorrendo la Valle dell’ Inn. Dopo Hall e Schwaz faremo tappa allo Swarovski Kristall Welten, un luogo incantevole tutto da scoprire.

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Dopodiché per un paio di notti saremo a Jenbach . Andremo a Schloss Tratzberg e (tempo e tempi permettendo) proveremo un’atmosfera d’altri tempi a bordo del trenino a vapore che percorre la valle dello Zillertal.

Tratzberg Innenhof

Tappa successiva, St.Johan in Tirol, nel comprensorio di Kitzbühel. Questo sarà un weekend movimentato: ci attendono una discesa in MountainCart di 5km ed un parco avventura con i fiocchi HornPark. Penso proprio che ne vedremo delle belle!

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Proseguiremo verso il confine con la Germania e la notte di Ferragosto saremo Auracher Löchl di Kufstein.

Ci sposteremo poi a Salisburgo. Il centro città è relativamente piccolo, a misura d’uomo ed è possibile visitare le maggiori attrazioni spostandosi comodamente a piedi. Perciò abbiamo prenotato un walking tour guidato: esperienza nuovissima per me, non l’ho mai provato.

E’ un modo per godersi la lentezza che magari non troveresti in un tour in bus, per esempio. E poi devo dire che esplorare un luogo a piedi, secondo me, ha un fascino tutto suo, ti fa sentire maggiormente parte di esso.

Da questo punto in poi l’itinerario è suscettibile di variazione ma credo trascorreremo gli ultimi giorni di viaggio nel Salisburghese o nella regione dei laghi della Carinzia.

Parole d’ordine? Arte, storia, cultura, puro divertimento, natura, buon cibo e paesaggi mozzafiato. Wow!

Un grazie speciale a chi vorrà seguirci.

#travelbreathaustria

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5 occasioni per innamorarsi dello Zillertal

Non si può che innamorarsi di questa regione incantevole.

Procedendo lungo la valle del fiume Inn, da Innsbruck verso Kufstein. Si lascia l’ autobahn A12 all’altezza di Jenbach per dirigersi verso sud ed oltrepassando il tunnel si apre uno scenario incantevole: una valle meravigliosa plasmata dal tempo e dal fiume Ziller. Mi affascina sempre moltissimo pensare che dei corsi d’acqua, che a volte sembrano poco più che ruscelli, siano proprio loro i veri protagonisti di quegli scenari alpini che tanto adoro.

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Una strada pressoché pianeggiante si snoda sul fondo-valle, fiancheggiata dal fiume, appunto e dalla ferrovia. Ai lati le pendici assumono varie tonalità di verde, chiaro per i prati, scuro per i boschi di conifere. E qua e la paesini, chiesette con lunghissimi tetti appuntiti, piccole casette sparse, malghe e qualche vetta innevata di recente. Non sembra già una cartolina? Ma il bello deve ancora venire…

Se la componente paesaggistica è così notevole, non da meno lo sono i servizi e attività proposte. La Zillertal Activcard* (assolutamente da acquistare!) consente di avere molteplici convenzioni come l’andata e ritorno in funivia gratuito, l’entrata in piscina, l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici e scontistiche in numerosi esercizi commerciali della zona.

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Zillertal Arena

  • Zillertal Arena – sono molte le attività con base di partenza Zell am Ziller. Alla stazione di partenza della cabinovia si trova un’ampia area con negozi, ristoranti e parco giochi per bambini.

Qui si può provare il “Coaster” e scendere velocissimi lungo il fianco della montagna (con un panorama unico) , lanciarsi dal trampolino su di un enorme “materasso” ad aria o semplicemente rilassarsi ai tavolini di uno dei ristoranti e gustare le specialità locali.

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foto tratta da Zillertal.at

Da qua si parte con la cabinovia per salire in quota per magnifiche passeggiate, discese in bici e molto altro ancora, come andare al Fichtenschloss.

  • FichtenSchloss – con la cabinovia, scendendo al capolinea (non alla stazione intermedia, mi raccomando!) si arriva al Fichtenschloss. Che meraviglia ragazzi, una roba davvero unica nel suo genere. Lo si vede già arrivando, spicca il suo colore di legno chiaro in mezzo al verde dei prati e dei boschi circostanti. E’ bellissimo già a guardarlo da lontano, credetemi. Nuovissimo, inaugurato in luglio di quest’anno, potremmo definirlo un parco giochi ma sarebbe limitante come appellativo.

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Adulti e bambini possono darsi all’avventura arrampicandosi sul castello, scendendo dagli scivoli, provando i vari giochi con acqua, sabbia e cimentandosi nel percorso di abilità nel boschetto adiacente. E la vista poi…da lassù il panorama sulla valle dello Zillertal è incantevole.

E per l’ora di pranzo l’area barbecue è perfetta. Si può portare la carne “da casa” o acquistarla in loco. Come si spiega il Fichtenschloss? Va provato!

Ah già, dimenticavo, l’entrata è gratuita.

  • Mayrhofen – nel cuore più profondo della valle, Mayrhofen è una cittadina moderna, vivace e brulicante di gente di ogni età. La via principale è tempestata di negozi alla moda e bei locali dove fare una pausa a sorseggiare o sgranocchiare qualcosa di buono  in totale serenità, seduti su comode sedie o panche rese più accoglienti da cuscini e coperte per potersi scaldare. Molti anche i negozietti di artigianato locale.

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Mayrhofen – bottega di artigianato

Qui le vette raggiungono i 3000mt dove le nevi sono quelle del ghiacciaio perenne ed oltre agli sport invernali ci sono miriadi di possibilità di praticare sport ed attività, sia all’aperto che al chiuso. Eh già, perché qui il clima è molto variabile ma certo è che non ci si annoia mai!

  • Zillertalbahn – è una ferrovia che collega Jenbach a Mayrhofen. Una volta al giorno la tratta è effettuata con treno d’epoca e locomotiva a vapore, Dampfzug. Un viaggio lento, con lo sguardo sognante fuori dal finestrino, la magia di un salto a ritroso nel tempo… un’esperienza elettrizzante da da non perdere!

 

  • Zillertaler Heumilch Sennerei – a Fügen , la località principale della valle, proprio in prossimità di uno delle più grandi segherie d’Europa, il caseificio apre le sue porte al pubblico. E’ possibile assistere al lavoro di produzione dei formaggi direttamente da un corridoio antistante le sale di lavorazione. Un filmato spiega nei dettagli il processo dall’alimentazione degli animali da latte alla tavola.

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Heumilch Sennerei – Schaukaeserei Fuegen

Inoltre, una sala appositamente allestita a museo permette di scoprire come si faceva il formaggio prima dell’era dell’acciaio inox. Stacci, torchi, forme, tutto rigorosamente originale ed in legno.

All’uscita, un negozio ben fornito permette di degustare ed acquistare i vari prodotti.

L’entrata è gratuita per gli individuali, per i gruppi da 10 persone, visita guidata su richiesta.

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Museum Heumilch-Sennerei, Fuegen

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NOTIZIE UTILI:

Zillertal Activcard – prezzi aggiornati al 2016: 6, 9 e 12 giorni con un costo rispettivo di € 61.50, 84.00 e 105.00 (bambini -50%). Acquistabile presso vari punti vendita fra cui le casse dello stabilimento “Zillertal Arena”.

Consultate i portali Zillertal.at e Tirolo.tl : troverete preziosi suggerimenti che vi saranno utilissimi.

Dove dormire? il “Ferienhotel Sonnenhof” di Zell am Ziller è una location strepitosa, semplicemente perfetta per ogni genere di clientela, con un occhio di riguardo e servizi ad hoc per le famiglie. Ma di questo parlerò prossimamente in un post dedicato.

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Tirolo coi bambini: indimenticabile Wirtshaus Nattererboden

Dolcemente immerso nei boschi di conifere, Natters è uno dei villaggi d’incanto dell’Innsbruck ‘surroundings’. A breve distanza dal paesino, Wirtshaus Nattererboden si presenta come una graziosa struttura in tipico stile locale, gestita dai coniugi Albert in maniera eccellente con grandissima dedizione e cura. Gli interni in legno e le decorazioni in stile tirolese rendono l’atmosfera calda ed estremamente piacevole.

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A noi è stato assegnato un appartamento delizioso, il più grande: angolo cottura, camera matrimoniale immensa e di nuovo un matrimoniale e due lettini al piano di sopra. Dalle grandi finestre un impagabile panorama sulla campagna circostante. E’ stato amore a prima vista!

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Abbiamo avuto l’onore di parlare a lungo con Martina Albert, persona di grande disponibilità e cortesia.

Ci ha raccontato di come sia nato Nattererboden: negli anni ’70 non era altro che una dimora di campagna della Famiglia Albert, commutato a gasthof ( di cui mantiene ancora parte dei pregiati interni originali in legno lavorato) per poi iniziare l’espansione dagli anni ’80 e diventare pian piano ciò che è adesso: un hotel accogliente, confortevole, curato e versatile, ideale per un soggiorno lungo ma anche perfetto come location di eventi.

Qui si tengono meeting, compleanni, cene aziendali e fiore all’occhiello, dei matrimoni indimenticabili. Immaginate la scena degli sposi in carrozza, trainata da cavalli bianchi, arrivare lungo il sentiero fra boschi, prati verdissimi e montagne come cornice. L’aperitivo servito all’aperto di fianco all’area giochi, per la gioia di tutti i bambini ( e non solo…). Non sono forse presupposti per una cerimonia da fiaba?

E’ stato interessante parlare con Martina: con la sua calma contagiosa ci ha accompagnato in un tour nella sua fattoria, ‘Martina’s Bauernhof’, pensata e coltivata personalmente con amore. Lei si occupa di moltissime cose a Nattererboden ma prendersi cura degli animali la rende proprio felice. E si vede!

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Martina’s Bauernhof – Nattererboden

Animali da cortile,galline, oche, papere. C’era un pulcino appena nato e un uovo in via di schiusura: che emozione quel buchetto nel guscio! Maiali, conigli, capre, pecore, alpaca, cavalli ed asini. Tranne gli equini, il resto degli animali è lasciato libero di gironzolare in piena libertà poiché il recinto è grandissimo e comprende anche parte del bosco adiacente.

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Alcune razze sono ricercate e rare, come l’asino bianco ed i maiali maculati. Un micetto affettuosissimo e morbidissimo veniva a farci visita ogni giorno, miagolando teneramente alla finestra del nostro appartamento. Come non farlo entrare?

Su una cosa non vi è alcun dubbio: a Nattererboden tutti quanti, sia gli animali che persone, sono coccolati e trattati con estrema cura.

Veniamo adesso ai piaceri della tavola. Profumi e sapori della tradizione sono magistralmente combinati con piatti elaborati. Si possono gustare ottimi cibi tirolesi ma anche sontuosi piatti di pesce, il tutto di indubbia bontà e qualità. I prodotti utilizzati sono quelli locali, quando possibile direttamente della fattoria stessa.

E’ il Signor Albert ad occuparsi personalmente della cucina, instancabile, spadellando da mattino a sera con infinita passione. Eh sì, perché a Nattererboden il ristorante è aperto tutto il giorno, 7 giorni su 7 e per tutto l’anno! Perciò nessuna scusa, a Nattererboden  si mangia a qualsiasi ora.

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Vorrei spendere due parole anche sulle bevande, il vino in particolare. Martina ci ha riservato un trattamento d’eccezione accompagnandoci in un ‘caveau’ ricco di tesori preziosissimi: la cantina. Coi suoi oltre 300 anni (portati molto bene) è un cuore pulsante di eccellenza vinicola.

Qui si conservano moltissimi tipi di prodotti: vini commerciali, molte varietà locali, europee ed internazionali, dai più celebri italiani fino ai maggiori francesi. Tutti sapientemente organizzati e gelosamente custoditi. Un luogo surreale, felicissima di esserci stata.

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Cantina

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Passione, appunto, una delle parole chiave di questo meraviglioso viaggio in Austria. Ancora una volta il valore aggiunto è dato proprio dalle persone, dal loro impegno in una gestione familiare fortemente legata alla tradizione ma con un occhio sempre volto in avanti.

Qui la clientela è formata in gran parte da repeaters: famiglie che di anno in anno ritornano, come ad un appuntamento fisso perché Nattererboden ci si sente come a casa, solo più coccolati. La famiglia Albert diventa un po’ come dei parenti coi quali non vediamo l’ora di trascorrere del tempo durante le vacanze.

I bambini trovano tutto ciò di cui necessitano: parco attrezzato all’aperto, sala dei giochi all’interno, animali, natura, escursioni in pony… Qui siete certi di trovare tutto ciò che serve a una famiglia in vacanza.

Nattererboden, indimenticabile, ci sei rimasto nel cuore.

Famiglia Albert, un immenso GRAZIE per tutto : siete straordinari!

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Nattereboden – parco giochi

Il periodo migliore per andare? Tutto l’anno.

Punto di partenza ideale per: sci, passeggiate, il Nattersee, Inssbruck e la valle dell’Inn e molto altro.

Indirizzo e contatti:

Natterer Boden 1 , A-6161 Natters/ Innsbruck in Tirol
Tel. +43 / 512 / 54 62 00
Fax +43 / 512 / 54 62 00-4
E-mail: wirtshaus@nattererboden.at
Sito web

< Accommodation sponsored by “Wirtshaus Nattererboden” >




Al “mare” nella Baviera dei castelli? Si può, a Chiemsee.

Oggi vorrei parlarvi di un luogo meraviglioso quanto inaspettato:

il Chiemsee , detto anche”Bayrisches Meer”  ovvero mare di Baviera.

 

E’ il lago più graimg_20160816_100155nde di tutto il comprensorio bavarese, il terzo della Germania. Si trova a ridosso delle montagne, 90 km a sud-est di Monaco e a soli 50 min di auto da Salisbugo. 

Non fatevelo sfuggire se passate da quelle parti!

Una giornata balneare in quel di Baviera senza dubbio può lasciare un po’ perplessi. Nell’immaginario comune pensiamo ai celebri castelli, alte montagne e magari alla principessa Sissi a caccia nei boschi con quell’atteggiamento scanzonato ed irriverente che i film  ci hanno proposto nel corso del tempo.

La Baviera è anche altro, offre moltissimo e “rischia” di accontentare un po’ tutti tanto è bella e affascinante, anche uscendo dagli itinerari più celebri e consueti come la Strada Romantica, icona per eccellenza.

Abbiamo scoperto il Chiemsee quasi per caso, arrivando da Kufstein e volendo trascorrere una giornata di relax prima della tappa seguente, Salisburgo appunto. Avremmo dovuto fare un’altra strada, tutta austriaca ma arrivati del cartello ‘Freistaat Bayern‘ non abbiamo potuto resistere alla tentazione, optando per la via tedesca. Mai scelta fu più azzeccata.

Chiemsee

In estate si possono praticare sport acquatici come sci nautico, vela ed immersioni. Vi consiglio un’uscita in barca (noleggiata da voi o organizzata) per godere a pieno del lago e tuffarsi in tutta tranquillità. La balneazione è molto sicura poiché le acque sono calme e con pochissime correnti.

Caratteristica principale sono le sue isole, due delle quali meritano assolutamente di essere visitate.

Prien am Chiemsee
Sulla sponda orientale del lago, Prien è un paesino pittoresco e fulcro dei servizi oltre che nota destinazione termale e benessere. Si può tranquillamente parcheggiare in centro e raggiungere le sponde del lago a mezzo di un caratteristico trenino a vapore secolare. Il porto di Priem è il punto di partenza per le isole maggiori.

Herrenchiemsee (o Herreninsel, isola degli uomini)
Raggiungibile da Prien con traghetto in c.a. 15 min. Qui si trova l’omonimo castello commissionato niente di meno che da Ludwig II. Vi ricorda qualcosa questo nome? Sovrano eccentrico ed enigmatico a Re Ludwig II si deve la costruzione di molti dei fiabeschi castelli bavaresi. Dedicherò a questo personaggio un un post tutto suo, a brevissimo (spero).

Da molti ritenuto pazzo, in realtà probabilmente fu un visionario dell’epoca, con molta mania di grandezza, amante dell’arte, del bello e con la voglia di lasciare una forte impronta nella storia.

Secondo voi c’è riuscito? Beh, visto i flussi turistici che richiama questa regione, conosciuta in tutto il mondo, direi proprio di sì.  

L’intento di Ludwig II era di imitare il più possibile il modello di Versailles se non addirittura di superarlo. Purtroppo la costruzione della reggia non è stata completata a causa di problemi finanziari.

Foto di Guido Radig - Castello Herrenchiemsee

Frauenchiemsee (o Fraueninsel, isola delle donne)
E’ la seconda isola del lago, raggiungibile da Prien con lo stesso traghetto che porta anche a Herreninsel. Qui l’ambiente è totalmente diverso dalla prima isola, romantico e di grandissima semplicità. A Fraueninsel ha sede un antichissimo convento femminile gestito dalle monache benedettine, distrutto e ricostrutito varie volte nel corso dei secoli. Il monastero, le cui fondamenta risalgono nientemeno che al periodo carolingio, è gestito a tutt’oggi dalle religiose.

Su entrambe le isole ci si muove solo in carrozza o a piedi, niente veicoli a motore!

 

Percorrendo la A8 verso est ed uscendo a Übersee, in meno di cinque minuti si arriva  lungolago, a Strandbad Übersee. Siamo rimasti un po’ sorpresi, da italiani quali siamo, dell’organizzazione dello stabilimento balneare. La struttura è ben tenuta all’esterno, con chiare indicazioni dei servizi inclusi e non. Si paga un ingresso di che varia in base ai giorni e alla fascia oraria di permanenza.

Non ha proprio niente da invidiare ad uno stabilimento balneare, anzi!

Strandbad Ubersee

L’interno è organizzatissimo, pulitissimo e c’è davvero di tutto per mettere a proprio agio qualsiasi tipo di clientela. Ristorante con menu completo, due bar , di cui uno direttamente sulla spiaggia in stile caribe, dove godersi un bel bicchiere (o boccale, visto la zona) accompagnato da snack, hot-dog, patatite o gelati. Ma che dico, dimenticavo l’invitante vetrina piena stracolma di dolcetti e donuts per tutti i gusti?

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Il prato verdissimo è l’ideale per rilassarsi all’ombra degli alberi, sdraiati sull’erba o comodamente seduti alle numerose panche sistemate qua e là. Noi abbiamo avuto fortuna, incappando in una giornata splendida con un clima perfetto ed un cielo azzurro come uscito dalla tavolozza di un pittore.

L‘area giochi è ed è fornitissima di giochi ed interamente ricoperta di sabbia : sembra davvero di stare al mare. Altalene, castelli in legno, girelli e tante vocine urlanti e felici : il divertimento è assicurato!

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Chiemsee / Strandbad Ubersee – area giochi

Per i più grandicelli campo da beach volley, calciobalilla, ping-pong e la possibilità di uscire in barca in tutta autonomia.

Sulla battigia, con piedini nell’acqua, i pesciolini che nuotano attorno, le barchette come puntini qua e là, le isole sullo sfondo…già questo è stato un privilegio notevole, con una forte carica positiva e rigenerante.

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Strandbad Ubersee

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Strandbad Ubersee – beach volley

Causa la mia provenienza mediterranea e abituata al calduccio del nostro mare, confesso che sì, ho avuto un bel momento di diffidenza e perplessità al pensiero di un bagnetto. Sono mica finlandese io, abituata a saune e tuffi fra i ghiacci! No, non lo sono affatto. Perciò ho dovuto fare una buona politica di autoconvincimento  ma ne è davvero valsa la pena.

Poi quando vedi intere famiglie con figlioletti  infilati nei loro ciambelloni che ti guardano come a dire :’e quindi? che ci sei venuta a fare? ti butti? che aspetti? guarda cosa di perdi…’ l’orgoglio ha avuto la meglio.

Non ero preparata a tutto questo, devo ammetterlo: ti sei  rivelato un posto incredibile, brulicante di gente e profondamente affascinante nella tua unicità. 

Chiemsee in una frase? Un connubio perfetto di arte, cultura, divertimento e relax.

Collegamenti utili:  Ufficio del turismo locale , Chiemsee, portale TuttoBaviera

Nel periodo natalizio la Fraueninsel ospita un tipico mercatino considerato uno dei più belli di tutta la Baviera.

 

TRAVELBREATH

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Liverpool tutta da scoprire

Liverpool o’Mersey

Adagiata sull’estuario del fiume Mersey, Liverpool ha avuto un passato fiorente grazie sopratutto all’attività del suo porto. Per molto tempo è stata città di riferimento per gli scambi di merci provenienti dalle ex-colonie e i paesi del Commonwealth.

Non solo. La ricchezza della città si basava molto anche sulla fiorente attività legata alla tratta degli schiavi. Dopo un periodo di forte decadenza attorno agli anni ’70, Liverpool è rinata sotto una nuova veste ed è diventata ciò che è adesso: una città interessante da visitare, assaporare e vivere.

Liverpool - Pier Head

Pier Head

A volte elogiata, altre bistrattrata, Liverpool è la città dei contrasti, multietnica, multi-faccia e con una fama legata alla musica per la quale è conosciuta in tutto il mondo. Non ha un nucleo storico come siamo abituati a trovare nelle nostre ‘capitali’ europee. Il centro è costituito prevalentemente da centri commerciali , a mio avviso anche molto belli, ristoranti, supermercati e fast-food.

Se ci è piaciuta? Moltissimo, lo ammetto, forse perché l’abbiamo approcciata nel modo giusto.

Liverpool va vissuta così, un po’ come viene, passeggiando comodamente e lasciandosi stupire da ciò che offre, senza troppe aspettative né volerla paragonare ad altre città come York o Londra.

La principale caratteristica è lo scenario portuale, diventato dal 2004 patrimonio dell’ UNESCO.

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Merseyside Maritime Museum

Il Waterfront

Liverpool - Albert Dock

Albert Dock –

E’ la zona del vecchio porto e rappresenta, si può dire, la principale attrazione della città. A ragione, aggiungo io. L’ho trovata di un fascino straordinario, una fusione di vecchio e nuovo, di tradizione e modernità assieme che rendono questo luogo unico nel suo genere.

Con in incredibile maestria e con un vasto e consistente piano di riqualificazione, durante gli anni ’80 è stata data nuova vita a tutta l’area. Enormi edifici in mattoni rossi, una volta adibiti a magazzini, ospitano adesso uffici, negozi, musei, hotel e persino studi televisivi! L’impatto visivo è forte, avvolgente. Dalle acque del vecchio porto si stagliano edifici di forma regolare e di color rosso bruciato dei mattoni ripuliti. Qua e la colonne in ghisa e strutture semovibili a ricordarne l’uso originario.

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Passeggiando lungo i viali regolari, vicino al ‘Merseyside Museum’,  siamo stati colpiti un gruppetto di statue sullo stesso basamento. La “Legacy Sculpture” rappresenta una giovane famiglia che si appresta a migrare da Liverpool verso il nuovo mondo. E” un tributo alle moltissime famiglie che, da tutta Europa, ‘intrapresero un viaggio coraggioso e pionieristico per iniziare una nuova vita in America’.

Il padre ha lo sguardo fiero proiettato in avanti, verso il mare e verso un futuro quantomento incerto, mentre la madre si occupa della bimba più piccola e il figlioletto è intento a giocare con un granchio. Un quadretto suggestivo, capace di commuovere.

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Eh già, perché Liverpool è stato uno dei principali porti della grande migrazione, forse il più importante del continente europeo. Da qui avrebbe dovuto salpare anche il Titanic se all’ultimo non fosse stato dirottato su Southampton.

The Beatles Story – Dicevamo, Albert Dock ospita anche dei musei , giusto? Come non citare quindi il “The Beatles Story” ! E’ il museo più frequentato di Liverpool poiché legato ad uno degli emblemi della città: i Beatles e la loro musica.

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The Beatles Story

Si trova in prossimità del capolinea del ‘Sightseeing Liverpool’ , direttamente comunicante con l’ufficio turistico. Con l’ausilio di un’audioguida multilingua si ripercorrono le tappe fondamentali della storia del gruppo musicale.

Quale bambino, e non solo, non rimarrebbe affascinato dal sottomarino giallo della celebre “Yellow Submarine”? Il biglietto d’ingresso non è economicissimo considerata l’estensione del museo (piuttosto contenuta) ma ne vale assolutamente la pena.

Uscendo, nello shop a tema si può trovare veramente di tutto, oserei dire qualsiasi oggetto legato alla band o che abbia un richiamo ai suoi membri. Un’alcova per gli appassionati, con molte curiosità tutte da scoprire.

Pier Head – 

Un’ampio viale pedonale intervallato da pontili collega i Docks con l’area portuale , detta appunto “Pier Head”: un ‘melting pot’ di architetture che si mescolano più o meno armoniosamente, a seconda dei gusti.

Edifici futuristici dalle linee giocose, pareti in vetro scuro, barocco e art-nuveau. Come già detto questa zona è stata rivalutata e rivalorizzata in tempi recenti e sicuramente qualche architetto si è sbizzarrito parecchio. come appare oggi non passa certo inosservata, personalmente penso si un bel colpo d’occhio.

La skyline del Pier Head è caratterizzata da “le tre grazie”, ovvero tre edifici emblema della città: il Royal Liver Building, Cunard Building e il Liverpool Port Building.

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Pier Head

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Royal Liver Building – nella zona del porto, a pochi passi dall’ Albert Dock, questo edificio spicca su tutti gli altri per la sua architettura. Un mix di stili unico, somigliante a quello dei primi palazzi americani di inizio ‘900. Per alcuni anni è stato addirittura il grattacielo più alto d’Europa (ne è stata fatta di strada da allora!)

Lo si vede da lontano, con quelle sue cupole luccicanti e sulla sommità delle torrette svettano orgogliosi due ‘liver bird’, nell’atto di spiccare il volo. Questi uccelli di color verde (del rame ossidato) rappresentano infatti il simbolo della città di Liver/pool, appunto

Royal Liver Building

Royal Liver Building

Consigli Utili

Dove dormire : di “Base Service Apartment” ve ne sono 5 in città. Noi abbiamo alloggiato a quello in Cumberland Street e ci siamo trovati benissimo. Interni nuovi, completamente accessoriati e forniti di elettrodomestici che di utile kit di ‘primo uso’: pastiglie per la lavastoviglie, spugnette per pulire, detersivo per lavatrice, zucchero, thè, caffè.

Inoltre è veramente a due passi dal “The Cavern” e con una breve passeggiata si arriva comodi nell’area pedonale. Da non sottovalutare, se siete in auto, il parcheggio coperto incluso nel prezzo (non custodito ma recintato) di fianco all’entrata degli appartamenti.

Potrete trovare la sistemazione adatta a voi cliccando qui.

 

Dove mangiare : La scelta è molteplice, si va dai ristoranti francesi, alle brasserie, fast-food, irish pub ecc, sopratutto per la cena. A pranzo abbiamo apprezzato maggiormente il fascino del pic-nic all’aperto, con un sandwich, nel parco del centro commerciale ‘Liverpool One: un ampio giardino frutto di un’architettura perfettamente integrata poiché ricavato dalla copertura del parcheggio dello stesso centro commerciale. Come essere in un parco pubblico dal verdissimo manto erboso, al quarto piano però! 

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5 cose da fare a Whitby

 

Whitby 

Mai stati a Whitby ? Beh, andiamo a conoscerla insieme.

Whitby si trova nel North Yorkshire, in Inghilterra centrale, direttamente affacciata sul Mar del Nord. E’ un porto di pescatori, con una lunghissima storia legata al mare – e al bracconaggio, aggiungerei – . 

Per moltissimo tempo è stata uno dei principali porti commerciali europei, non male, vero?
L’abbiamo raggiunta passando per il North Moors National Park, attraverso un paesaggio fatto di dolci colline ricoperte di erica in fiore. 

Siamo arrivati in un tardo pomeriggio d’agosto, con pioggia incessante e una nebbia talmente fitta da non riuscire ad orientarsi. Al primo approccio cosa abbiamo visto? Niente di niente! Devo ammettere che in quel momento qualche perplessità del tipo “ma che ci siamo venuti a fare” ce l’ho avuto, ahimé.

Il mattino successivo sempre nebbia e pioggerellina. Quando però, nel giro di mezz’ora, le nubi sono state spazzate da un sole limpido e splendente, allora sì che ci siamo resi conto di quanto quel posto fosse meraviglioso!

Whitby è composta da due anime: la East Cliff col suo borgo medioevale fatto di stradine in acciottolato e la West Cliff, un trionfo georgiano la cui caratteristica principale sono gli stabilimenti balneari e i raffinati edifici con vista sul  mare.

Un mare che nei secoli ha tracciato la storia e le sorti della città. 

1. La scogliera di Capitan Cook

La West Cliff culmina con un verde promontorio a picco sul mare dal quale si gode di una vista impagabile su Whitby e sul grigio, irrequieto e freddo Mar del Nord. Qui troneggia la statua del Capitano Cook. Sì proprio quel James Cook.

Esploratore, navigatore e cartografo britannico che proprio in questa cittadina iniziò il suo percorso come apprendista garzone nella marina mercantile. Successivamente, ma questa è storia, avrebbe navigato in lungo e largo per tutto il globo

James Cook - Whitby

 

A pochi passi da Cook c’è un arco fatto di ossa di balena incrociate fra loro e con un arpione sulla sommità, a simboleggiare l’importanza dell’industria baleniera.  

Whale bone monument

Whitby whale bone arch

 

2. Whitby Abbey e i 199 gradini

Sul culmine della East Cliff, imponente e suggestiva, si trova la cattedrale gotica Whitby  Abbey (vedi England Heritage). Impossibile non notarla: le sue rovine sono visibili anche a distanza poiché si stagliano, scure , contro il cielo. E’ un luogo imperdibile !

Whitby Abbey è diventata celebre al grande pubblico per aver ispirato il romanzo ‘Dracula’ di Bram Stoker; in effetti il libro è ambientato in gran parte nella cittadina e sembra che proprio nella biblioteca locale Mr. Stoker abbia avuto l’ispirazione per il nome Dracula, appunto.

A fine visita si accede a un museo con oggetti di grande interesse, naturalmente legati alla storia dell’ Abbazia. Qui potrete controllare costi, orari di apertura e il calendario degli eventi. 

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Adiacente al museo inizia il percorso dei ben 199 gradini (ripidi) che dal cimitero porta fino alla base del paese. E’ una passeggiata magnifica e rilassante – se fatta in discesa – che offre un panorama mozzafiato sui tetti rossi del borgo medioevale.

Scendendo sempre più si iniziano a sentire i profumi di fritto e di dolcetti. Dopo una bella passeggiata cosa c’è di meglio di una pausa spuntino in una tea-room o con del pesce appena pescato?  Fare due passi fra antiche stradine e i negozi dalle facciate colorate vi porterà indietro nel tempo e il ritmo lento e sereno degli abitanti vedrete che vi contagerà!

 

 

3. “Chippies”, i tradizionali Fish&Chips

Non potete mancare di provare i piatti della tradizione di Whitby! Sembra che qui infatti si possa mangiare il migliori  ‘fish&chips’ della regione (a loro detta “di tutta l’Inghilterra, e oltre). Sicuro è che il pesce è davvero freschissimo e a km 0.

Il più famoso è senza dubbio  il ‘Magpie Cafè’ su Pier Road, affacciato sul fiume con vista sui pescherecci.

 Robin Hood's Bay

4. Una passeggiata nella Baia di Robin Hood

La Baia di Robin Hood, che ha ben poco a che fare con l’eroe in calzamaglia che tutti noi conosciamo, è un luogo incredibilmente meraviglioso.

Parcheggiata l’auto negli appositi spazi ci si incammina per una stradina in discesa – e che discesa! – fra casette bianche, vicoli, negozietti e pub (con qualche sosta per salvaguardare le articolazioni ).

Man mano che ci si avvicina al margine del borgo l’odore del mare si fa sempre più forte. Anche perché , durante la bassa marea, la spiaggia diventa vastissima e ricoperta da un soffice tappeto di alghe. Il paesaggio è incantevole e l’atmosfera che si respira è di pace e assoluta serenità.

Gente a prendere il sole, bambini che si rincorrono o giocano “pescando” piccoli molluschi, signore che passeggiano e chi, semplicemente, si rilassa seduto a guardare l’orizzonte. Un po’ diverso da come noi immagineremmo una giornata in spiaggia, non trovate?

 

Robin Hood Bay

Al rientro verso l’auto (ci si impiega almeno 45 min. visto le soste necessarie durante la salita) vi consiglio una pausa alla Tea Room del Victoria Hotel: oltre a dolci buonissimi è il punto migliore per godere di una vista esclusiva su tutta la baia. 

 Robin Hood's Bay

 

Tips

Dove dormire:  

la nostra esperienza al “Glenora GueGlenora B&Bst House” è stata più che positiva. Un autentico bed&breakfast dotato di ogni comfort, pulito, ordinato e dallo stile irresistibilmente georgiano. La sala colazioni è condivisa con gli altri ospiti della struttura ed offre un’atmosfera calda e accogliente. I proprietari, gentilissimi, solari e rassicuranti sono stati ben lieti di darci spiegazioni e indicazioni pratiche. Inoltre è molto vicino al fiume, in posizione rialzata a cinque minuti a piedi dal fiume e dal promontorio sulla West Cliff. Consigliatissimo! 

 

Dove mangiare: 

sicuramente da provare il ‘Magpie Cafè’ anche se spesso la fila delle persone può fungere da deterrente. Provate in orari meno usuali e non ve ne pentirete. 

Whitby è comunque piena di ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche.

 

Altri suggerimenti:

Ogni anno – generalmente agli inizi di Novembre – a Whitby si tiene un importante festival musicale, il Whitby Goth Weekend. Un appuntamento singolare e ambito dagli amanti del  genere.

 

 


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