Rullo di tamburi : un tuffo nel Rinascimento con la “Pulendina” | Travelbreath


Storia
 

Oggi vorrei raccontarvi una storia.

Non una favola ma una storia di conflitto, carestia ma anche di generosa umanità. E’ una bellissima testimonianza di come la carità può essere trasversale fra le classi sociali e gran motore per lo spirito comune di sopravvivenza.

 

Ma ora bando ai preamboli. Pronti per un viaggio a ritroso nel tempo?

Tre, due, uno…via!

 

 

Il ‘sacco di Prato’

E’ il Rinascimento  e a Firenze l’arte raggiunge i massimi splendori con personaggi del calibro di Donatello, Michelangelo, Brunelleschi, Vasari e molti altri ancora (non voglio annoiarvi).

E’ anche un periodo di grandi cambiamenti, soprattutto politici. I fiorentini si alleano coi francesi e i Medici vengono cacciati da Firenze per lasciare il posto alla Repubblica con segretario nientemeno che Niccolò Macchiavelli .

Quando i cugini d’oltralpe furono costretti al rientro in Francia, i Signori di Firenze ne approfittarono per rientrare in città con tutto l’intento di donare nuovamente alla Famiglia i lustri e la potenza di un tempo. Per aiutarli in questa missione fu incaricato l’esercito spagnolo che radunò le forze e marciò alla volta di Firenze per riconquistarla.

 

 

Correva l’anno 1512. Avendo appreso la notizia dell’imminente arrivo degli spagnoli, i fiorentini chiamarono rinforzi dalle città vicine per difendesi dall’attacco, lasciando però i territori limitrofi sforniti di truppe.

Quando gli spagnoli arrivarono a Prato fu una totale disfatta.

Tre settimane di violenti scontri, barbarie e saccheggi lasciarono la città in ginocchio e in preda alla carestia. Avendo visto quanto accaduto ai pratesi, i fiorentini spaventati lasciarono rientrare i Medici a Firenze senza opporre resistenza.

Quell’avvenimento (simbolo del pegno pagato al posto del capoluogo ) è noto ancora oggi come “il sacco di Prato”.

 

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Festa della Polenta – 441° edizione

Come arriviamo alla festa? Ecco qua come continua la storia, fortunatamente con un parziale lieto fine.

A seguito di quella terribile carestia del 1512 e al “sacco di Prato” i conti Bardi, feudatari della contea, distribuirono generosamente alla popolazione sofferente polenta dolce, aringhe e baccalà.

Un segnale forte in un mondo con regole semplici, quello di allora, dove emerge una forte umanità trasversale fra le classi sociali.

La ‘Festa della Polenta’ dolce, ovvero di castagne, è una rievocazione storica fra le più antiche della Toscana. E’ una tradizione secolare che si celebra da ben 441 anni!

I polentari – anni ’70

 

 

E’ la Società della Miseria  che ogni anno di prende in carico l’organizzazione, con l’aiuto di moltissimi volontari del territorio e tanto impegno e sinergia da parte di cittadini e istituzioni.

 

E’ un appuntamento fisso, importantissimo per il paese anche perché corredato da altre iniziative e attività nei giorni precedenti.

 

Per esempio, quest’anno i protagonisti sono stati i pluripremiati costumi del gruppo storico Conti Bardi.

Abiti sontuosi, merletti, broccati appartenenti alle nobildonne più importanti del Rinascimento sono riprodotti fedelmente nei minimi particolari. In primis su tutte proprio Eleonora de Toledo, moglie di Cosimo I dei Medici.

Sono costumi pregiati che sfilano abitualmente fra Francia e Germania, oltre che partecipare alla celebre Cavalcata dei Magi di Firenze.

 

costumi rinascimentali arianna sarti
Costume Rinascimentale – Arianna Sarti

 

 

Come, dove e quando?

A Vernio , in provincia di Prato, la prima domenica di Quaresima.

 

Al mattino, generalmente dalle 9 in poi (tempo permettendo) i gruppi storici – quest’anno erano in 12 con oltre 500 figuranti – sfilano per la vie del paese al suono di tamburi e altri strumenti musicali.

Guardie, arcieri, sbandieratori, clero e nobildonne colorano coi loro magnifici abiti le strade costeggiate di pubblico che segue il corteo fino alla piazza del Comune, a S.Quirico.

 polenta-vernio

festa della polenta vernio
Lettura della pergamena

corteggio storico vernio

E’ qui che avviene il ‘saluto alle istituzioni’ e si consuma il pasto a base di polenta, aringhe e baccalà secondo tradizione. Il tutto contornato da bancarelle di ogni tipo, stand enogastronomici, prodotti locali e antichi mestieri.

Poi ancora spettacoli, danze e l’immancabile distribuzione gratuita a tutta la cittadinanza di polenta dolce che viene fatta cuocere all’aperto, in grandi pentoloni (paioli) e lavorata da abili ‘mestatori’ in abiti rinascimentali.

Per l’occasione vengono serviti anche necci, castagnaccio, frittelle dolci, polenta fritta e altro gustosissimo street food.

 

Polenta dolce

Non si può non essere colpiti dall’eleganza degli sfilanti vestiti con abiti meravigliosi curati nei minimi particolari. E’ una manifestazione davvero interessante, bella da vedere, piacevole da vivere e ammetto di esserci particolarmente affezionata da sempre. La cosa affascinate  è che per quanto più o meno segua la stessa linea di svolgimento, non è mai uguale e quindi proprio non ci si può annoiare.

>> In caso di maltempo come quest’anno, ahimé, può accadere che il corteggio  per strada non possa avere luogo. In questi casi la sfilata, benché in dimensioni ovviamente più ridotte, viene svolta all’interno del palazzo comunale, nella magnifica location dell’Oratorio di San Niccolò.

 

pulendina

 

Tips

La strada principale rimane chiusa al traffico per la durata del corteggio perciò il mio consiglio è di non arrivare in auto.

Comodissimo invece è il treno, con stazione proprio a 200mt dal centro del paese ‘Vernio-Montepiano-Cantagallo‘, sull’asse Prato-Bologna.

 pulendina - festa della polenta

Programma 441° edizione – 2017

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vernio

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vernio 44.044044, 11.149793

 

Photo Credits – Società della Miseria

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2 thoughts on “Rullo di tamburi : un tuffo nel Rinascimento con la “Pulendina” | Travelbreath

    1. Ciao Roberta, in effetti è buonissima! Ok, io sono di parte perché adoro tutti i derivati delle castagne, tant’è. Grazie per il commento 🙂

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