Ai Weiwei “Libero” a Firenze. Storie di monti, mari e…

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Libero.

Indubbiamente i 22 gommoni rossi appesi alla facciata di Palazzo Strozzi, a Firenze, hanno suscitato varie delle perplessità. Un’installazione quantomeno bizzarra, non c’è che dire.

E’ parte della mostra dell’artista cinese Ai Weiwei. Andiamo a scoprire di cosa si tratta e come apprezzarla al meglio coi bambini.

 

 

Chi è Ai Weiwei?

Ai Weiwei è  il più famoso artista cinese vivente, provocatore e dissidente. A causa del suo attivismo politico è stato a lungo perseguitato dal governo del suo paese e imprigionato per anni. 

L’intenzione di Ai Weiwei è quella di fondere passato e presente e rendere l’arte contemporanea più accessibile. Coi gommoni appesi alle finestre, la facciata di Palazzo Strozzi viene vista con occhi diversi dal solito ed è questo il suo scopo, oltre alla provocazione e al chiaro riferimento alla tragedia dei migranti (vite appese).

 

Bisogna stare vigili, attenti e con gli occhi sempre ben aperti, come il manifesto della mostra ci insegna.

Ai weiwei Libero

“LIBERO”  è titolo d i questa mostra e rappresenta appunto la recente conquista della sua libertà.

 

Attivismo politico e ricerca artistica sono le parole chiave di un’installazione che ha eccezionalmente “invaso” Palazzo Strozzi per intero, compreso il giardino di ingresso.

 

Ai Weiwei  assembla materiali, manipola oggetti e immagini della cultura cinese, ne fa strumenti di denuncia e cerca di mostrare il passato con occhi nuovi. 

 

L’arte contemporanea spiegata ai bambini ci fa riflettere su quanto sia veramente alla portata di tutti. Comprensibile a ognuno di noi, basta (si fa per dire) trovare la chiave giusta.

 

Storie di monti, mari e … creature fantastiche

A seconda dell’età dei pargoli ci sono tipologie di attività diverse.

Noi abbiamo partecipato al laboratorio per famiglie con bambini 3 – 6 anni.

“Gli antichi libri della tradizione cinese raccontano di paesi lontani, montagne e fiumi misteriosi popolati da strani animali
Prendendo ispirazione da queste storie di viaggi fantastici esploriamo le sale della mostra con le grandi opere dell’artista Ai Weiwei e, attraverso l’osservazione, la narrazione e il gioco, scopriamo quante cose ci può raccontare un’opera d’arte. In laboratorio sperimentiamo e diamo vita a creature fantasiose che diventeranno figure e personaggi di nuove narrazioni.”

Il ritrovo è davanti alla biglietteria (non occorre fare la coda). Poi si sale al primo piano dove,  dopo un breve briefing sulla “buona condotta al museo“, si accede alla mostra.

Muniti di cordicella da tenere ciascuno con la propria manina per comporre una fila ordinata, ci  si addentra nelle opere dell’artista. Anzi, in qualche caso si diventa parte dell’opera stessa,  come quando si attraversa un corridoio composto da ben 950 biciclette.

Ai Weiwei Forever

 

Il viaggio prosegue e si incontrano serpenti giganteschi, sgabelli che sembrano fiori, quadri fatti con i Lego, cumuli di granchi e molto altro ancora. 

 

Le sale espositive

Renaissance” è un modo di onorare la città di Firenze rappresentandola sotto un aspetto diverso dal solito. E’ un invito a rileggere il nostro passato, in particolare il Rinascimento fiorentino, in chiave ‘pop’.

I personaggi dei quadri (in Lego!) si sono distinti nel tempo per la libertà di pensiero: Dante Alighieri, Galileo Galilei, Filippo Strozzi, Girolamo Savonarola. Non vi dico gli sguardi dei bambini! (avvertenza: reprimere l’istinto di toccare è una vera lotta 😉 )

Ai Weiwei Renaissance

  

Ai Weiwei utilizza oggetti di uso comune che modificati o privati di alcuni componenti non sarebbero utilizzabili per il fine per cui li conosciamo.

Lui li  assembla, ne cambia destinazione d’uso e voilà, il gioco è fatto. Il fascino è assicurato e i bambini ascoltano e interagiscono, interessati.

Le loro domande hanno molto da insegnarci, garantito. Impariamo con loro e da loro, non è bellissimo? 

  

Lo sapete bambini che in Cina gli oggetti antichi non vengono conservati nei musei, ma distrutti?

No, i bambini non lo sapevano ma nemmeno molti di noi. Proprio come segno di protesta e per far conoscere questa pratica, l’artista ha allestito Vases. E’ un’opera composta da vasi colorati in primo piano, dai colori metallizzati più gettonati per le auto cinesi. Sullo sfondo tre “quadri” (sempre in Lego) come tre fotografie che ritraggono in sequenza un vaso lasciato cadere a terra. Un vaso prezioso che va in frantumi.

E’ riuscito l’artista nel suo intento, ovvero a provocarci? Beh, direi proprio di sì.

Ai Waiwei

L’ultima parte della visita guidata è nella sala degli aquiloni. Al soffitto sono appese creature fantastiche dalle strane forme,  fatte di legno e carta di riso. Qui i bambini si sono divertiti a dare il nome a una di esse, osservandola nei particolari ed evidenziandone le caratteristiche. Così hanno in qualche modo “scritto” il finale della storia usando la fantasia e il lavoro di squadra. Vederli seduti in cerchio con gli occhi attenti e le faccine vispe e sorridenti non ha veramente prezzo. 

Ai weiwei

 

E poi?

Tutti in laboratorio a decorare una lanterna di carta di riso con inchiostro nero e pennelli, come la tradizione cinese ci insegna. Ognuno ha disegnato il proprio animale fantastico o qualsiasi altra cosa dettata dall’ispirazione artistica del momento. E la nostra lanterna? Ha avuto il suo posto d’onore in cameretta, così da  rivivere un pezzettino di questa bellissima esperienza insieme ogni volta che accendiamo la luce.

Per informazioni e prenotazioni clicca QUI oppure chiama allo  055 2469600 ( lun-ven 9.00-13.00/14.00-18.00)

Avete tempo fino al 22 Gennaio per visitare la mostra!

 

 

Ti piacciono le uscite al museo coi bambini? 

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