Liverpool tutta da scoprire

Liverpool o’Mersey

Adagiata sull’estuario del fiume Mersey, Liverpool ha avuto un passato fiorente grazie sopratutto all’attività del suo porto. Per molto tempo è stata città di riferimento per gli scambi di merci provenienti dalle ex-colonie e i paesi del Commonwealth.

Non solo. La ricchezza della città si basava molto anche sulla fiorente attività legata alla tratta degli schiavi. Dopo un periodo di forte decadenza attorno agli anni ’70, Liverpool è rinata sotto una nuova veste ed è diventata ciò che è adesso: una città interessante da visitare, assaporare e vivere.

Liverpool - Pier Head
Pier Head

A volte elogiata, altre bistrattrata, Liverpool è la città dei contrasti, multietnica, multi-faccia e con una fama legata alla musica per la quale è conosciuta in tutto il mondo. Non ha un nucleo storico come siamo abituati a trovare nelle nostre ‘capitali’ europee. Il centro è costituito prevalentemente da centri commerciali , a mio avviso anche molto belli, ristoranti, supermercati e fast-food.

Se ci è piaciuta? Moltissimo, lo ammetto, forse perché l’abbiamo approcciata nel modo giusto.

Liverpool va vissuta così, un po’ come viene, passeggiando comodamente e lasciandosi stupire da ciò che offre, senza troppe aspettative né volerla paragonare ad altre città come York o Londra.

La principale caratteristica è lo scenario portuale, diventato dal 2004 patrimonio dell’ UNESCO.

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Merseyside Maritime Museum

Il Waterfront

Liverpool - Albert Dock

Albert Dock –

E’ la zona del vecchio porto e rappresenta, si può dire, la principale attrazione della città. A ragione, aggiungo io. L’ho trovata di un fascino straordinario, una fusione di vecchio e nuovo, di tradizione e modernità assieme che rendono questo luogo unico nel suo genere.

Con in incredibile maestria e con un vasto e consistente piano di riqualificazione, durante gli anni ’80 è stata data nuova vita a tutta l’area. Enormi edifici in mattoni rossi, una volta adibiti a magazzini, ospitano adesso uffici, negozi, musei, hotel e persino studi televisivi! L’impatto visivo è forte, avvolgente. Dalle acque del vecchio porto si stagliano edifici di forma regolare e di color rosso bruciato dei mattoni ripuliti. Qua e la colonne in ghisa e strutture semovibili a ricordarne l’uso originario.

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Passeggiando lungo i viali regolari, vicino al ‘Merseyside Museum’,  siamo stati colpiti un gruppetto di statue sullo stesso basamento. La “Legacy Sculpture” rappresenta una giovane famiglia che si appresta a migrare da Liverpool verso il nuovo mondo. E” un tributo alle moltissime famiglie che, da tutta Europa, ‘intrapresero un viaggio coraggioso e pionieristico per iniziare una nuova vita in America’.

Il padre ha lo sguardo fiero proiettato in avanti, verso il mare e verso un futuro quantomento incerto, mentre la madre si occupa della bimba più piccola e il figlioletto è intento a giocare con un granchio. Un quadretto suggestivo, capace di commuovere.

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Eh già, perché Liverpool è stato uno dei principali porti della grande migrazione, forse il più importante del continente europeo. Da qui avrebbe dovuto salpare anche il Titanic se all’ultimo non fosse stato dirottato su Southampton.

The Beatles Story – Dicevamo, Albert Dock ospita anche dei musei , giusto? Come non citare quindi il “The Beatles Story” ! E’ il museo più frequentato di Liverpool poiché legato ad uno degli emblemi della città: i Beatles e la loro musica.

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The Beatles Story

Si trova in prossimità del capolinea del ‘Sightseeing Liverpool’ , direttamente comunicante con l’ufficio turistico. Con l’ausilio di un’audioguida multilingua si ripercorrono le tappe fondamentali della storia del gruppo musicale.

Quale bambino, e non solo, non rimarrebbe affascinato dal sottomarino giallo della celebre “Yellow Submarine”? Il biglietto d’ingresso non è economicissimo considerata l’estensione del museo (piuttosto contenuta) ma ne vale assolutamente la pena.

Uscendo, nello shop a tema si può trovare veramente di tutto, oserei dire qualsiasi oggetto legato alla band o che abbia un richiamo ai suoi membri. Un’alcova per gli appassionati, con molte curiosità tutte da scoprire.

Pier Head – 

Un’ampio viale pedonale intervallato da pontili collega i Docks con l’area portuale , detta appunto “Pier Head”: un ‘melting pot’ di architetture che si mescolano più o meno armoniosamente, a seconda dei gusti.

Edifici futuristici dalle linee giocose, pareti in vetro scuro, barocco e art-nuveau. Come già detto questa zona è stata rivalutata e rivalorizzata in tempi recenti e sicuramente qualche architetto si è sbizzarrito parecchio. come appare oggi non passa certo inosservata, personalmente penso si un bel colpo d’occhio.

La skyline del Pier Head è caratterizzata da “le tre grazie”, ovvero tre edifici emblema della città: il Royal Liver Building, Cunard Building e il Liverpool Port Building.

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Pier Head

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Royal Liver Building – nella zona del porto, a pochi passi dall’ Albert Dock, questo edificio spicca su tutti gli altri per la sua architettura. Un mix di stili unico, somigliante a quello dei primi palazzi americani di inizio ‘900. Per alcuni anni è stato addirittura il grattacielo più alto d’Europa (ne è stata fatta di strada da allora!)

Lo si vede da lontano, con quelle sue cupole luccicanti e sulla sommità delle torrette svettano orgogliosi due ‘liver bird’, nell’atto di spiccare il volo. Questi uccelli di color verde (del rame ossidato) rappresentano infatti il simbolo della città di Liver/pool, appunto

Royal Liver Building
Royal Liver Building

Consigli Utili

Dove dormire : di “Base Service Apartment” ve ne sono 5 in città. Noi abbiamo alloggiato a quello in Cumberland Street e ci siamo trovati benissimo. Interni nuovi, completamente accessoriati e forniti di elettrodomestici che di utile kit di ‘primo uso’: pastiglie per la lavastoviglie, spugnette per pulire, detersivo per lavatrice, zucchero, thè, caffè.

Inoltre è veramente a due passi dal “The Cavern” e con una breve passeggiata si arriva comodi nell’area pedonale. Da non sottovalutare, se siete in auto, il parcheggio coperto incluso nel prezzo (non custodito ma recintato) di fianco all’entrata degli appartamenti.

Potrete trovare la sistemazione adatta a voi cliccando qui.

 

Dove mangiare : La scelta è molteplice, si va dai ristoranti francesi, alle brasserie, fast-food, irish pub ecc, sopratutto per la cena. A pranzo abbiamo apprezzato maggiormente il fascino del pic-nic all’aperto, con un sandwich, nel parco del centro commerciale ‘Liverpool One: un ampio giardino frutto di un’architettura perfettamente integrata poiché ricavato dalla copertura del parcheggio dello stesso centro commerciale. Come essere in un parco pubblico dal verdissimo manto erboso, al quarto piano però! 

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http://travelbreath.it/2016/09/27/liverpool-i-beatles-e-albert-dock/

31 thoughts on “Liverpool tutta da scoprire

    1. Ciao Chiara e grazie del commento. In genere viene un po’ snobbata con l’appellativo di ‘città portuale’, e punto. Come già detto, non c’è da immaginarsi una York o una Londra ma trovo che abbia qualcosa da offrire anche lei, oltre ai luoghi legati al ‘beat’.

  1. Non so perché ma Liverpool è una di quelle città che proprio non mi ispirano per niente, nella mia testa so già che non mi piacerà!
    Prima o poi ci passerò per vedere se ho ragione o se mi stupisce però, eh 🙂 magari mi ricredo!

    1. Ciao Diletta e grazie del commento. Io l’ho trovata interessante benché nell’approccio iniziale non avessimo grandi aspettative.In realtà quello che è contenuto nel post è solo un lato della città, forse il più esemplare. Fammi sapere cosa ne pensi quanto ci andrai 😉

  2. Ma hai trovato un tempo strepitoso, o sbaglio? Perchè l’unica cosa che mi scoraggia nel visitare l’Inghilterra del Nord è il tempo…. per il resto Liverpool mi ha sempre ispirata, sicuramente per il suo legame con un pezzo di storia della musica così importante

    1. Sì Paola, in effetti abbiamo trovato un tempo spettacolare. Nel senso che a giornate è stato un po’ variabile ma tendenzialmente sereno e caldo, tranne un paio di giorni: mica male no? Siamo sempre stati piuttosto fortunati, sia in Scozia che in Irlanda che qui, in Inghilterra. Devi andarci Paola, lo Yorkshire è meraviglioso! 😉

    1. Lo stesso valeva anche per me, infatti siamo rimasti piacevolmente sorpresi: sicuramente la suggerirei, magari per un giorno o due durante un fly&drive. Grazie 😉

  3. Credo che sia il primo racconto di viaggio su questa città che non ho mai preso in considerazione per un viaggio. In un on the road in Inghilterra però la vedo bene come città da visitare in un solo giorno!

    1. Grazie Stefania, hai colto nel segno. Anche secondo me si presta per una tappa durante un fly&drive, come abbiamo fatto noi del resto. Ci sono delle particolarità molto belle che meritano la visita (oltre al waterfront che ho descritto) : uno o due giorni a mio avviso è l’ideale. Anche perché una serata al “The Cavern” sarebbe un peccato perdersela… 😉

  4. Come scrivi anche tu, c’è chi dice che è triste e grigia, e chi dice che è affascinante e sottovalutata: pareri molto contrastanti! Da come l’hai raccontata, mi hai fatto pensare alla mia amata Amburgo: il porto, i mattoncini rossi, e perfino i Beatles! (lì c’è un piazza a forma di vinile dedicata proprio a loro!) Mi sa che mi piacerà 😉

    1. Grazie Valeria. Anche tu hai avuto quindi la mia stessa impressione: opinioni contrastanti, in effetti. Però secondo me se approcciata senza troppe pretese è in grado di lasciarti qualcosa di buono. A breve farò un altro post, sul cosa fare in città, più generale. Che bella Amburgo! E’ vero , anche qui mattoncini e Beatles! 😉

    1. Grazie Silvia, penso che per una breve sosta non sia una cattiva idea rivalutarla. Fammi sapere nel caso cosa ne pensi 🙂

  5. Non so perché ma non ho mai pensato a Liverpool come a una destinazione per un mio ipotetico viaggio. Per me è sempre stato Liverpool=Beatles, nient’altro. Con questo articolo però mi hai incuriosito! Non sono sicura che sia una città che potrebbe entrarmi nel cuore, ma…chissà? Ci toccherà provare 🙂

    1. Ciao Agnese, è un piacere leggerti. Mi sa proprio che dovrai fare questo sacrificio…prima o poi 😉
      Fra parentesi, la parte legata ai Beatles, mia opinione personalissima, rischia di essere anche un po’ deludente, forse proprio perché molto caricata di aspettative.
      Grazie mille per il tuo commento! 🙂

  6. Liverpool era proprio una delle ultime mete che avrei preso in considerazione per un viaggio e a quanto pare sbagliavo ?! Forse non mi sposterei per visitare solo Liverpool ma il waterfront sembra essere stato rivisto e migliorato in maniera davvero intelligente! Sai che mi hai incuriosito?

    1. Ciao Lucia e grazie infinite. In effetti anche per me Liverpool è stata una rivelazione, l’avevamo sottovalutata e ci siamo sorpresi piacevolmente nello scoprire che offre moltissimo ed è assolutamente a misura d’uomo. Felice di averti incuriosito 😉

  7. Adoro i Beatles, quindi vorrei visitare Liverpool per sentirm più vicina a loro. Ma per il resto non credo potrebbe colpirmi più di tanto. A quella faccia un po’ industriale che non mi piace molto nelle città! 😀 vedrò se oltre al fattore Beatles mi farà ricredere !

    1. Ciao Lucrezia, hai ragione, c’è molto di archeologia industriale nel Waterfront (e non solo). Però non è solo questo, in realtà anche io sono partita scettica ma ho dovuto ricredermi. E comunque è stata parte di un bellissimo e intenso viaggio attraverso l’Inghilterra centrale e lo Yorkshire che ci ha regalato emozioni infinite e che consiglio spassionatamente. Grazie mille per il commento 😉

  8. Ho sempre associato questa città ai Beatles e alla sudra di calcio. Non ne sono mai stata particolarmente attratta, ma dal tuo articolo capisco di aver decisamente sottovalutato questa città!

  9. Sai che non l’ho mai presa troppo in considerazione? La sto rivalutando! Grazie anche per il suggerimento su dove dormire. Con i bambini mi sembra l’ideale!

  10. Sembra davvero che valga la pena visitarla! 😉 a parte che per il legame con i Beatles io non conoscevo niente do questo posto, ma a quanto pare, museo e porto a parte…c è una atmosfera che vale la pena di essere vissuta (questo trapela da come ne scrivi!)ah, tra l altro non avevo idea che Liverpool fosse riferito a un volatile! E figurati se conoscevo il Liver bird! Che storia! 🙂

  11. Non ho mai preso in considerazione Liverpool, eppure non le manca nulla! Okay, non si allinea alle classiche capitali europee, ma devo dire che amo molto le città, che hanno saputo smettere i loro “vestiti passati di degrado”, per trasformarsi in luoghi di rinascita.
    Questo modo di rilanciarsi e rivalutarsi, credo sia una vera dimostrazione di carattere E, onestamente, leggendo la tua descrizione mi è venuta voglia di segnarla tra le mete da non perdere 🙂
    Un abbraccio,
    Claudia B.

  12. Mi sono gustata ogni parola perché Liverpool è una città che ho proprio voglia di visitare. Se poi si aggiunge che è la Mecca per chiunque ami i Beatles e il superfighissimo brit pop di classe che ne è derivato… ? è candidata, insieme a Manchester, a meta del prossimo inverno!
    E poi ho un debole per le città portuali!
    Thanks!

    1. Ciao Ester, mi fa molto piacere questo tuo commento. Per noi è stato un viaggio molto intenso e con sorprese davvero inaspettate. Grazie mille 😉

  13. Non ho mai pensato a Liverpool come a una meta da considerare per un eventuale viaggio in UK. Ma tu ne parli bene e la zona del porto sembra interessante 🙂

  14. Dal tuo articolo sembra che Liverpool abbia molte somiglianze con la mia adorata Amburgo: lí c’è una piazza a forma di vinile dedicata ai Beatles, ex magazzini in mattoncini rossi, architettura contemporanea e il porto: l’acqua la rende magica! Mi sa che ci faccio un pensierino…

    1. Grazie mille Valeria. Ciò vuol dire che devo programmare una salto ad Amburgo, giusto? 😉

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