Mamma, raccontami il MONDO!

Sono cresciuta in un paese dell’Appenino Tosco-Emiliano, precisamente dove i rilievi si fanno più aspri, le colline lasciano il posto a montagne le cui vette arrivano anche oltre i 1000 mt. Qui i bambini fin da piccolissimi amano andare a ‘vedere il treno’, un pò come al parco giochi.

La stazione ferroviaria è quindi piuttosto frequentata.

Il viale alberato che vi conduce, infatti, si presta molto a passeggiate e corse in bicicletta, intervallate da tranquilli momenti di sosta sulle panchine. Venivo spesso qui da piccola, sopratutto con i miei nonni.

La gente nei vagoni eil treno che a poche centinaia di metri entrava in galleria (o vi sbucava) mi facevano immaginare luoghi misteriosi, storie di personaggi che provenivano da chissà dove..e chissà dove stavano andando.

Avventure misteriose, paesaggi sconosciuti :a quel tempo avevo ancora un bel po’ di fantasia. E proprio all’ombra di questi alberi e durante queste passeggiate, sia invernali che estive, chiedevo a mio nonno di raccontarmi dei suoi viaggi.

Amavo ascoltare le sue storie: Berlino, Leningrado (attuale San Pietroburgo) e i suoi Zar, la Cecoslovacchia, le serate a Zagabria durante il viaggio in Jogoslavia.

Palazzo Zar

Lui, il principale “responsabile” della mia passione per la scoperta, la conoscenza…il viaggio.

Erano gli anni ’80 e nel corso di un decennio ne sarebbero cambiate di cose nel panorama mondiale. Chi avrebbe mai immaginato che quelle terre di cui ascoltavo con tanto entusiasmo, presto sugli atlanti di geografia avrebbero cambiato nome, forme e sarebbero state stravolte in maniera radicale, aggiungendo tasselli importanti ai libri storia.

Paesaggi e monumenti immutati, ma quei luoghi come da lui vissuti non ci sono più, hanno lasciato spazio ad altro.

Quando un mattino mio figlio è venuto da me con l’atlante geografico in mano dicendomi : Mamma, raccontami il mondo!” ho avuto un attimo di smarrimento. Infiniti modi di parlarne, ho pensato. Che chiave scegliere? Allora mi sono tornate in mente le storie di mio nonno ed è così che ho scelto, appunto, di parlargli ‘del mondo’.

Una chiave esperienziale, di sensazioni e di quello che il mondo, nel tempo, mi ha trasmesso. Perché anche lui possa fantasticare e sognare esattamente come per me da piccola (e non solo). Visto poi che uno dei suoi giochi preferiti è quello di indovinare le bandiere, direi che siamo sulla strada giusta.

Egitto_cammello nel deserto

Ti parlerò dell’Egitto, del viaggio meraviglioso lungo il Nilo e dei bambini nubiani con occhi color smeraldo incontrati sul lago di Assuan.

Della notte stellata più incredibile della mia vita durante la crociera nell’Oceano Indiano: nel buio più assoluto la volta celeste sembrava esplodere , tanti erano quei puntini luminosi, le stelle. Non avrei mai immaginato potessero essere così tante!

Ti parlerò dell’emozione di aver nuotato fra i delfini  al largo delle coste di Zanzibar e dell’esperienza ben meno piacevole (per non dire terrificante) dell’incontro a sorpresa con gli squali durante una nuotata nel reef, vicino Bayahibe .

Bayahibe Reef_shark

Delle fresche serate nell’estremo nord della Scozia, a Kirkwall (Isole Orcadi) e di come il sole ci regalasse interminabili tramonti e facesse buio solo a tardissima sera. Sempre in Scozia, della giornata inattesa nel regno di un falconiere in una riserva protetta, fra cervi e rapaci.

IMG_3552

Dei quel capodanno di qualche anno fa a Barcellona, con i miei nonni: quelle esperienze da conservare gelosamente nella “scatola dei tesori”, nel cuore.

Ti parlerò delle serate irlandesi passate nei pub di qualche paesino, a cantare e ballare in allegria accompagnati da qualche suonatore improvvisato.

E di quella volta a Waterford, sempre in Irlanda,  in cui ho provato a soffiare il vetro nella fabbrica del famoso cristallo,

Ti parlerò del Marocco, del caleidoscopio di colori e odori della caotica e suggestiva Marrakech.

Di come non puoi che rimanere senza fiato nel contemplare un’alba alla Monument Valley, o un tramonto al Grand Canyon.

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Ti dirò di quanto è bello conoscere persone nuove, provenienti da paesi diversi, culture diverse, lingue diverse e trovarsi in un ostello assieme, un melting-pot incredibile, attorno ad un fornello…a preparare caffè con la moka! Sotto gli occhi incuriositi ed interessati di tutti i presenti 🙂

Della pedalata in bicicletta a San Francisco. Forse penserete che non è niente di eccezionale ed io risponderei che, forse, non avete presente la morfologia della città! Una faticaccia incredibile, ma che meraviglia dirigersi lungo la spiaggia verso il Golden Gate Bridge guardando il mare, le barche a vela, la striscia (quasi immancabile) di nebbia sulla baia ed il vento sulla pelle.

Ti dirò di quella volta, scendendo dallo Yosemite, che un coyote ci ha attraversato la strada…con un roadrunner in bocca! Come non pensare al famoso cartone animato!? (questa la racconto anche se non so in quanti ci crederanno) ps- è vero e ne ho i testimoni 😛

Poi ti dirò delle persone incrociate per caso strada facendo, delle esperienze condivise, delle sensazioni provate in giro qua e là, quelle che ti rimangono stampate nella testa e nel cuore.

Questo è il mondo che ti vorrei raccontare, ricco di storie e di meraviglie, certa che anche tu un giorno potrai aggiungere molti capitoli a questo mio post.

E tu, che modo  sceglieresti per raccontare ‘il mondo’?

bandiere

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http://travelbreath.it/2016/07/26/mamma-raccontami-il-mondo/

17 thoughts on “Mamma, raccontami il MONDO!

    1. Sì, infatti…sarà che in casa nostra i primi libri di lettura sono da sempre guide turistiche, atlanti, album fotografici. Però ho trovato curiosa la sua richiesta e spero crescerà curioso almeno quanto me. Grazie Stefania 🙂

    1. Accipicchia, grazie dei bellissimi complimenti. Mi fa proprio piacere essere riuscita a trasmettere qualcosa di buono, soprattutto perché ciò parla di ricordi e sensazioni molto importanti per me, che custodisco nel profondo del cuore come un tesoro ma ho molto piacere nel condividerli. Grazie ancora.

  1. Penso che tuo figlio sia proprio un bambino fortunato e spero che possa fare le stesse belle esperienze che ha vissuto la sua mamma! 🙂

    1. Ciao Chiara, lo spero anch’io. In particolare mi auguro che cresca con dei valori positivi e con tanta curiosità nei confronti dell’altro e del diverso, con meno pregiudizi possibili. Grazie mille del tuo commento 😉

  2. Da futura mamma mi sono un po’ commossa, anche perché io parlo alla mia fagioli chiamandola “piccola esploratrice” e già levarlo dei posti dove la porterò!

    1. Immagino Silvia, anch’io lo facevo 🙂
      Ciò che mi commuove seriamente è che lui dimostra apprezzarlo davvero, apprezza il contatto con la gente che parla una lingua diversa (fn da piccolo si spiegava a gesti, da morir dal ridere) e sono convinta che anche la tua fagiolina sarà una vera esploratrice e sognerà sulle storie che le racconterai. Vivrete un sacco di avventure insieme e so che non vedi l’ora. Grazie per il commento 😉

  3. Molto bello questo articolo!! Abbiamo in comune alcuni viaggi, altri luoghi che hai descritto non li conosco, eppure le tue parole mi hanno riportato alla mente i bellissimi, divertenti, stravaganti episodi dei miei viaggi in tutti questi anni. È così che anche io racconterò il mondo ai miei figli, quando ne avrò! 🙂

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