Viareggio e la Cittadella del Carnevale

Carnevale

Ho dei ricordi ancora ben impressi nella memoria benché siano passati almeno tre decadi.

Frammenti, colori, suoni, emozioni… Erano i primi anni ’80, per me i bei tempi dell’asilo, e l’inverno portava con sé un’attesissimo evento: il carnevale. Un momento vivace, di aggregazione e festa che arricchiva il paese di gioia, sorrisi e di tante vocine strillanti. I carri sfilavano per la via principale, lentamente, con qualche sosta in modo che i bambini potessero salire a bordo. Mi sorprendo a scoprire quanto possono essere nitidi certi ricordi, sicuramente perché accompagnati dall’emozione fortissima del momento che, come accade per i profumi, riesce a permanere nel tempo quasi indelebile. E gli odori? Sì, sono certa che qualcuno di voi sa di cosa sto parlando: l’odore dei carri di cartapesta, con quel ‘retrogusto’ di giornale bagnato, unico. E poi c’ero io, in costume da Cappuccetto Rosso, Arlecchino o Pierrot – con la faccia impastata di trucco bianco ed una lacrimuccia nera disegnata sulla guancia – scalpitavo con il mio sacchetto di coriandoli in mano in attesa della sfilata. Purtroppo sono stati gli ultimi anni del carnevale nel mio paese. Peccato. Naturalmente non ho smesso di frequentare le sfilate, certo che no, ma quando ce le hai “in casa” è tutta un’altra cosa.

IMG_20160521_125952

Inutile dire cosa mi ha rievocato la visita della Cittadella del Carnevale a Viareggio. Avete presente una bambina nel paese dei balocchi? E’ proprio così che mi sono sentita. E non posso far altro che essere estremamente grata a Silvia Ceriegi ed alla #bloggingexperience da lei sapientemente organizzata : è stata un’esperienza magnifica, ricca di emozione e di persone fantastiche.

Pensavo di trovare folklore, alla Cittadella, in realtà ho trovato un vero e proprio mondo  stracolmo di passione. E’ stato un privilegio unico poter ascoltare dalla voce degli stessi maestri carristi l’origine delle loro opere (del vere opere d’arte!): l’idea, la progettazione, mesi e mesi di lavoro alle intemperie in magazzini giganteschi, l’attenzione ad ogni particolare, lo studio di ogni dettaglio e la difficoltà, ahimé, nel mandare avanti questa incredibile manifestazione fra mille difficoltà sopratutto di natura economica.

Ma cos’è il Carnevale di Viareggio? Per una toscana come me questa domanda potrebbe suonare un po’ anomala, in realtà ho scoperto che sono in parecchi a non conoscerlo. Così proverò a spiegarvelo (mi scuseranno i viareggini se non sono all’altezza di questo compito).

IMG_20160521_121753

Il carnevale a Viareggio è un po’ come il Palio a Siena (perdonatemi il parallelismo) : ciò che si percepisce dall’esterno, da profani, è probabilmente l’evento in sé e punto. Quindi il carnevale è solo ciò che sembra? Naturalmente ed assolutamente no! Come a Siena la vita di contrada va ben oltre ciò che si può immaginare, a Viareggio questa manifestazione crea un senso di appartenenza fortissimo. Un patrimonio artistico, culturale e storico che ha origine nel lontano 1873 ma che a tutt’oggi non ha finito di stupirci. Negli anni tanto è cambiato, si è evoluto in vari modi ma intatti sono rimasti l’anima ed il cuore di questo evento. Carri allegorici ricchi di satira (prevalentemente politica), figuranti in costume, suoni e colori sfavillanti, spettacoli pirotecnici. Il tutto curato nei minimi dettagli, creato per emozionare e stupire.

Può quindi Viareggio prescindere dal Carnevale? Certo che no.

Un’eccellenza artistica tutta italiana, che non ha eguali al mondo. Un talento riconosciuto a livello internazionale che ha portato alcuni mastri carristi in giro per il mondo, ingaggiati per la realizzazione di opere di degna importanza.

Quanta competenza, attenzione, dedizione e talento dietro un “semplice” carro di carnevale!

Non è un lavoro, quello del carrista, ma uno vero e proprio stile di vita che viene tramandato attraverso generazioni, coltivato in famiglia con grandissima passione e dedizione. Sono oltre mille le persone che vi lavorano direttamente, tanto per rendere in parte l’idea del “dietro le quinte”.

IMG_20160521_114033

IMG_20160521_121749

Abbiamo avuto la possibilità di vistare ed approfondire i carri vincitori di quest’anno delle varie categorie in concorso, in compagnia di Ondina e Burlamacco… ma di questo vi parlerò in un altro post, poiché è necessario approfondire per tentare rendere giustizia a questi maghi della cartapesta (e non solo)

Ma dov’è che la magia ha inizio? Nella Cittadella. E’ la vera reggia di Re Carnevale, il più grande centro tematico italiano dedicato alle maschere. Attorno ad una piazza enorme, sono concentrati laboratori, hangar, due musei ed un centro documentario storico. Sugli edifici troneggiano imponenti statue: figure maschili, nude, ciascuno con la propria testa simboleggiando la perdita della razionalità. Nell’altra mano una maschera, che diventa il vero volto delle statue stesse. Maschere diverse fra loro, ognuna a rappresentare le varie culture che nel mondo da tempi molto antichi utilizzano questi artefatti nelle loro cerimonie, religiose e non. Ebbene sì, la “maschera”, simbolo antichissimo al quale il carnevale deve la sua origine.

IMG_20160521_122520

Parlavamo del Museo della Cittadella che racchiude al suo interno moltissimi tesori legati al questa incredibile manifestazione. Il percorso espositivo ci ha accompagnati attraverso un viaggio nella storia del Carnevale viareggino. Si trovano esposti manifesti, alcuni dei bozzetti originali e modellini in cartapesta dei carri più famosi della storia. La Fondazione organizza percorsi tematici , laboratori e percorsi didattici per le scuole.

Informazioni su www.viareggioilcarnevale.com e museodelcarnevale.blogspot.com

Esiste un’app dedicata

IMG_20160521_113653

 

icon-car.pngKML-LogoFullscreen-LogoQR-code-logoGeoJSON-LogoGeoRSS-Logo
Cittadella del Carnevale

Caricamento delle mappe in corso - restare in attesa...

Cittadella del Carnevale 43.893727, 10.245885

Sharing is caring
Follow by Email
Facebook
Facebook
Google+
http://travelbreath.it/2016/07/13/69/

4 thoughts on “Viareggio e la Cittadella del Carnevale

    1. Grazie! Anche per me è stata un’esperienza estremamente positiva per molti aspetti, fra i quali, come dici tu, un’occasione di scambio di grande valore con persone fantastiche, ognuna a proprio modo. Momenti così sono una vera ricchezza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *